L’Antiriciclaggio promuove il tetto ai contanti. C’è il sì di Bankitalia al limite di duemila euro per le transazioni cash

di Raffaella Malito
Politica

Il tetto all’uso del contante – da ieri sceso dai 3mila ai 2mila euro e destinato a toccare quota mille da gennaio 2022 – fa parte delle strategie cashless di contrasto all’evasione sostenute dal governo. Che tanto stanno a cuore al premier. Dentro queste strategie potrebbe rientrare anche – come ha confermato Giuseppe Conte alla Camera – un possibile sgravio sull’Iva per chi ricorre alla moneta elettronica. Un’impostazione che anche Bankitalia pare benedire ma che viene bocciata sonoramente dalle opposizioni. “Il tetto al contante è una follia, una limitazione della libertà perché ogni cittadino deve poter spendere i propri soldi come vuole”, dichiara il leader della Lega Matteo Salvini. “Un’altra picconata alla nostra libertà”, dichiara l’azzurra Mariastella Gelmini.

Ma il caso ha voluto che nelle stesse ore il direttore della Uif, l’unità antiriciclaggio e contro il finanziamento del terrorismo incardinata presso la Banca d’Italia, Claudio Clemente (nella foto) presentasse il Rapporto annuale dell’organismo. Secondo Bankitalia la recessione causata dal Covid e il blocco delle attività è stato, ed è, sfruttato dalla criminalità in molti modi. Ebbene: “Nell’attuale fase di emergenza – dice l’Uif – il potenziamento del presidio del contante consente di meglio intercettare l’utilizzo improprio delle ingenti disponibilità liquide a disposizione della criminalità, come confermano anche le più recenti operazioni di polizia”. Al leader leghista risponde con fermezza per il Pd Franco Mirabelli: “E’ normale che Salvini che di lotta all’evasione non vuole sentire parlare contesti il provvedimento. Ma è grave e irresponsabile che un ex ministro degli Interni non capisca quanto la riduzione dell’uso del contante e la tracciabilità dei flussi finanziari siano indispensabili per combattere le mafie, il riciclaggio e contrastare le infiltrazioni nella economia legale”.

Maria Cecilia Guerra, sottosegretario all’Economia, sostiene che lei sarebbe stata ancora più drastica nello stabilire il tetto e spinge per “aumentare la possibilità di pagare elettronicamente e abbassare le commissioni”. Spiega il premier: “Il governo ha intrapreso un’articolata ambiziosa strategia volta a promuovere i pagamenti elettronici, attraverso una serie di iniziative legislative, che si muovono lungo diverse direttrici. E’ ferma determinazione dell’esecutivo promuovere e incentivare iniziative private degli operatori del mercato finalizzate a ridurre l’impatto sugli esercenti delle merchant fee in caso di pagamenti con carta, specie con riferimento ai micro pagamenti. Una via che si sta perseguendo, ad esempio, è quella dell’attivazione di un protocollo volontario con il sistema bancario e con gli operatori dei sistemi di pagamento volto a definire criteri e modalità per contenere i costi delle carte di pagamento”. Benché, riconosce il premier, si tratti di “un obiettivo non facile da conseguire”.