Appello allo sterminio

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Dalla Redazione

Ibrahim Abu Bakr al Baghdadi. E’ queesto il nome dell’uomo che spaventa il mondo. L’autoproclamatosi Califfo dello Stato islamico (la striscia di terra che congiunge Iraq e Siria), dopo anni di clandestinità, è apparso in video lanciando minacce di morte e sterminio alla comunità sciita, parlando di “pulizia religiosa” e annunciando guerra totale all’altra grande comunità islamica (Al Baghdadi appartiene ai sunniti), distruzione dei simboli — ieri è toccato ad una decina di mausolei — esecuzioni e campagna di intimidazione.

L’inedita apparizione, avvenuta ieri, quando al Baghdadi ha guidato la preghiera del venerdì in una grande moschea di Mosul, coincide con la notizia, riportata dai media panarabi, dell’entrata in circolazione dei primi passaporti dello “Stato islamico” rilasciati dagli uffici anagrafici dei qaidisti, nella seconda città dell’Iraq, da loro conquistata il 10 giugno scorso.

Nel frattempo le truppe governative irachene faticano a riconquistare i territori presi dallo Stato islamico nell’offensiva di giugno. E, per la prima volta dall’inizio della crisi, un pilota iraniano è morto in Iraq, secondo l’agenzia iraniana Irna. Abbigliato di una tunica nera e con in testa un turbante nero simbolo dei discendenti del Profeta Maometto, l’uomo è apparso in un video pubblicato sul profilo Youtube del gruppo qaedista: “Se seguirò la giustizia e la verità, aiutatemi. Se seguirò la falsità, consigliatemi”, ha detto in un invito implicito a seguire la sua autorità. L’uomo, che è apparso con un vistoso orologio al polso destro, è in effetti molto somigliante all’identikit fornito nei mesi scorsi dai servizi di sicurezza americani e giordani. Gli Stati Uniti, che lo hanno tenuto prigioniero in una delle loro basi in Iraq dal 2005 al 2009, hanno posto una taglia di dieci milioni di dollari su Baghdadi.

Durante la sua predica, durata poco più di un quarto d’ora, il “Califfo Ibrahim” si è rivolto ai fedeli salmodiando versi del Corano e della tradizione del Profeta. “Dopo anni di jihad e perseveranza è stata annunciato il califfato ed è stato scelto un nuovo imam”, ha detto l’uomo dall’alto di un pulpito in pietra decorato di sculture. Nei giorni scorsi, uno dei portavoce dello Stato islamico aveva decretato la nascita del califfato nei territori compresi tra la Siria orientale e l’Iraq nord-occidentale.

Lo Stato islamico guidato da Baghdadi ha rotto più di un anno fa con l’autorità centrale di al Qaida, entrando in collisione diretta sia con Ayman az Zawahiri, successore di Osama bin Laden, sia con l’ala siriana qaedista, la Jabhat an Nusra. Nei giorni scorsi, lo Stato islamico ha conquistato due dei più importanti pozzi di petrolio nell’est della Siria, sconfiggendo proprio i rivali della Nusra. L’uomo descritto come “al Baghdadi” – secondo alcuni rapporti di stampa era stato ieri ferito in raid aerei al confine tra Iraq e Siria – si è anche scagliato contro i musulmani “ipocriti” e contro i miscredenti, contro “re e i governanti”, e ha esaltato il jihad e i mujahidin. Il “principe dei credenti” ha quindi guidato la preghiera comunitaria, intonando versetti del Corano.

Nei giorni passati al Baghdadi aveva minacciato l’occidente, chiedendo a tutti i musulmani di seguirlo sino alla conquista di Roma. Il video di ieri, secondo fonti governative irachene, sarebbe un falso. Ma al Baghdadi mette paura davvero. E’ non è un caso che sulla sua testa penda una taglia da 10 milioni di dollari, posta dall’amministrazione Usa.