Aprire le porte a Berlusconi? Per i 5S non se ne parla neppure. Forza Italia lancia le sue proposte per il Paese. I 5 Stelle chiudono ad ipotesi di maggioranza allargata

di Laura Tecce
Politica
SILVIO BERLUSCONI

Sono contenute in 34 slides le proposte per la legge di Bilancio che ieri Forza Italia ha presentato in video conferenza. Una “bussola” per il Paese, la definisce il responsabile economico del partito, Renato Brunetta, che lancia ancora una volta un appello al premier Giuseppe Conte: “Lo dico al governo: riscriviamo insieme la legge di Bilancio, maggioranza e opposizione. Se si dovrà votare un nuovo scostamento, questo comporterà la riscrittura del testo, per rispondere ad un unico obiettivo: garantire tutti alla stessa maniera, senza che vi siano italiani di serie A o di serie B. Per questo, Berlusconi ha proposto di lavorare insieme per realizzare un grande ‘New Deal’, un impegno da parte di tutte le forze politiche, per salvare il Paese. Noi siamo disponibili a tutto questo”.

Parla di New Deal l’esponente azzurro, “nuovo corso” o letteralmente “nuovo patto”: non esattamente quello che ha in mente l’alleata di coalizione Giorgia Meloni che è disposta sì ad un dialogo col governo “Chiediamo un pacchetto di misure per aiutare la continuità delle imprese, perché se chiudono non avremo più soldi da spendere e da distribuire come Stato italiano. Le nostre proposte ci saranno: sarà la storia a dire se questa maggioranza le ha volute accogliere o almeno leggerle, o se le cestinerà come ha fatto in passato”, ha affermato ieri, ma che è cosa ben diversa rispetto a a “giochetti di Palazzo”, leggi manovre e manovrine politiche più o meno sottobanco.

In attesa del nuovo vertice di coalizione previsto per oggi, su un binario diverso rispetto alle proposte di Berlusconi anche il leader della Lega Matteo Salvini, che ieri pomeriggio su Rai2 nel corso del programma Ore 14 condotto da Milo Infante ha ribadito la sua ricetta anti crisi, la proposta relativa al taglio delle aliquote Iva che ha trovato d’accordo gli imprenditori e i rappresentati di categoria presenti in studio. “Forza Italia è una forza di opposizione e tale vuole rimanere, ma il senso di responsabilità ci impone di comportarci in un altro modo, per questo accogliamo in pieno l’appello alla collaborazione del Presidente della Repubblica”, prova a giustificarsi Berlusconi intervenendo alla conferenza stampa con cui il suo partito ha presentato le controproposte alla legge di Bilancio, tirando in ballo il monito alla collaborazione di Mattarella, ribadendo la linea istituzionale di FI e chiudendo però a ogni ipotesi di “sostegno organico” al governo.

È un fatto però che senza Forza Italia sarà complicato approvare lo scostamento di bilancio al Senato che – come ha annunciato ieri dal capogruppo Pd Andrea Marcucci – sarà votato il 25 novembre. Nasce di qui il gioco di ammiccamenti tra il Cavaliere e il centrosinistra, certo, ma non solo: c’è chi dalle parti del Nazareno vede con favore ad un “sostegno organico” propedeutico ed essenziale ad “una valutazione sulla squadra dell’esecutivo”, per usare le stesse parole proprio di Marcucci, espresse il 29 ottobre scorso intervenendo in Aula dopo l’informativa del premier: un vero e proprio rimpasto di governo, chiamiamolo col suo nome.

Non a caso Conte insiste nel non aprire un “dialogo vero”, sa benissimo di rischiare di rimanere schiacciato fra una parte consistente dei dem a cui ieri si è aggiunto anche Matteo Renzi, che ha definito l’apertura di FI a collaborare con il governo “Una buona novità politica che va accolta con disponibilità” affermando che “la maggioranza si può allargare” e l’azionista numericamente più consistente dell’attuale maggioranza, i 5 Stelle. Che di ipotesi di maggioranza allargata a Berlusconi non vogliono sentir parlare neanche lontanamente.