Archiviata la recita del Def, tra Renzi e i sindaci finisce a tarallucci e vino. Il premier rimanda alla legge di Stabilità la discussione sui tagli

Alla fine si conclude a tarallucci e vino quella che era stata dipinta come una guerra tra governo e sindaci a proposito della messa a punto del Def, il Documento di economia e finanza. Prova definitiva, se per caso ce ne fosse stato ancora bisogno, che nei giorni scorsi è andata in scena un’autentica recita. Del resto era davvero complicato pensare che renziani della prima ora come il sindaco di Firenze, Dario Nardella, o prontamente diventati renziani come il sindaco di Torino, Piero Fassino, avessero veramente intenzione di dare battaglia a Matteo Renzi. E così ieri, ultima riunione prima che oggi il Def venga approvato dal Consiglio dei ministri, tutti amici come prima.

Archiviata la recita del Def, tra Renzi e i sindaci finisce a tarallucci e vino. Il premier rimanda alla legge di Stabilità la discussione sui tagli

LE POSIZIONI
“Il presidente del Consiglio ci ha detto che il Def non prevede nuovi tagli a carico dei Comuni”, ha esordito Fassino, “e che in ogni caso il governo intende discutere con l’Anci a partire da settembre quando sulla base del Def bisognerà redigere la legge di stabilità. Abbiamo preso atto di questo chiarimento importante”. Per i sindaci “il quadro ha consentito di superare le incomprensioni e i fraintendimenti dei giorni scorsi, ora si tratta di produrre traduzioni operative”. Tra i molti temi affrontati, anche il problema delle Città metropolitane. “Confermiamo l’intesa sottoscritta sul riparto dei tagli”, ha specificato Fassino, “ma abbiamo sottolineato come sia particolarmente oneroso per Roma, Firenze e Napoli. Abbiamo chiesto di ridiscutere non la ridefinizione dell’accordo ma su come ridurre l’impatto di questi tagli su queste tre città”.

I PRECEDENTI
Dopo la presentazione del Def da parte del premier gli amministratori locali erano scesi sul piede di guerra. Sul tavolo dell’incontro a Palazzo Chigi c’era un primo confronto sul Documento di economia e finanza e sul taglio da un miliardo di euro riservato dalla legge di stabilità alle città metropolitane. Da parte dei sindaci c’era anche la richiesta di restituzione del fondo compensativo Imu-Tasi che vale circa 625 milioni.

Pubblicato il - Aggiornato il alle 20:11
Seguici su Facebook, Instagram e Telegram