Tira proprio una brutta Aria in Lombardia. Un documento rivela che la piattaforma per le prenotazioni dei vaccini scelta dalla giunta Fontana era inadeguata

Aria Lombardia Fontana
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Tira proprio una brutta… Aria in Lombardia. Il governatore leghista, Attilio Fontana, ha scaricato tutte le colpe dei disservizi della campagna vaccinale anti Covid proprio alla società che gestisce la piattaforma per le prenotazioni degli Over 80. Risultato: dimissioni dell’intero Cda di Aria. Ma i malfunzionamenti del servizio non possono non essere imputati alle decisioni di Fontana, della sua vice, Letizia Moratti, e del super consulente per il piano vaccinale, Guido Bertolaso.

La prova sta in una relazione che lo stesso Cda di Aria avrebbe dovuto discutere ieri, se la seduta non fosse stata annullata all’ultimo minuto. I contenuti del documento parlano chiaro. Moratti e Bertolaso avrebbero voluto utilizzare da subito la piattaforma di Poste Italiane, ma quando il 7 febbraio Poste obietta che non può rispettare i tempi auspicati per apportare le modifiche necessarie alle esigenze lombarde, anziché attendere, Moratti e Bertolaso prendono due decisioni che contribuiranno al flop del sistema.

Da un lato per star dietro alle continue promesse mediatiche sulla campagna vaccinale, anticipano l’inizio delle somministrazioni degli Over 80 al 18 febbraio. Dall’altro decidono di puntare sulla predisposizione di una piattaforma di Aria basata su un sistema di adesione dei cittadini e su un sistema per la loro assegnazione ai centri vaccinali indicati dalle Ats. Una piattaforma progettata però per gestire le campagne di somministrazione dei vaccini ordinari, e senza la funzionalità per gestire le prenotazioni.

E non è un caso che siano stati proprio gli appuntamenti per le somministrazione dei vaccini a finire nel caos più totale. Il direttore generale di Aria, Lorenzo Gubian, l’unico a salvarsi dal repulisti, mostra che la Regione è in grave ritardo sulle scelte tecniche già a gennaio. Due mesi fa – si legge nella relazione redatta dal Dg – Aria ha partecipato “senza alcun specifico incarico” alla predisposizione della sperimentazione del centro vaccinale massivo in Fiera Milano.

“Durante questa sperimentazione si è provato il solo sistema per la gestione della vaccinazioni”, che rende disponibili le uniche funzionalità di “accettazione, anamnesi e registrazione delle inoculazioni attraverso il sistema Siavr. Nessuna sperimentazione o analisi è mai stata richiesta dalla Regione sulla gestione di una campagna vaccinale massiva”. Il che lasciava prevedere un esito infausto. L’interlocuzione con Poste viene attivata dalla Regione sempre a gennaio ma alla piattaforma mancano alcune funzionalità necessarie in Lombardia.

Il 4 febbraio Poste rassicura: tutto pronto nei tempi previsti. Tuttavia il 7 febbraio arriva la doccia fredda: Poste ammette di non essere in grado di garantire le tempistiche concordate. Il messaggio arriva a Bertolaso che risponde che non si dovrà più procedere col portale di Poste. Il giorno successivo – continua la relazione – Aria “viene messa nelle condizioni” di avviare lo sviluppo dei software organizzativi per poter sostenere la campagna di vaccinazione. Ma il 15 febbraio la piattaforma va subito in crash per i troppi accessi. Prova che una settimana non è stata sufficiente a rendere affidabile la piattaforma predisposta da Aria.

Un periodaccio per i big di palazzo Lombardia. Soprattutto per il super consulente che doveva essere d’esempio per l’intera Italia. Proprio nelle ultime ore Bertolaso è riuscito a mettere insieme una figuraccia in diretta nazionale su Skytg24, dove alla domanda della giornalista Tonia Cartolano sulle vaccinazioni dei vulnerabili ha ben pensato di abbandonare la scena. Come se non bastasse, subito dopo a Codogno durante una visita al nuovo hub vaccinale del palasport ha avuto un’accoglienza tutt’altro che calorosa: “Vergogna, dimettiti”. Lui risponde: “Mi chiamo Guido, il disguido accade”. No, non è una barzelletta.