Arrestato il boss più ricercato della ‘ndrangheta, Ernesto Fazzalari. Era il secondo latitante in Italia dopo Messina Denaro. Guarda il video dell’arresto

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Duro colpo inflittto alla ‘ndrangheta. È stato arrestato dopo venti anni di latitanza Ernesto Fazzalari, il secondo latitante più pericoloso d’Italia dopo Matteo Messina Denaro. Ad annunciarlo, con un tweet, il presidente del Consiglio Matteo Renzi.

CHI È – Originario di Taurianova, era latitante dal 1996. Fazzalari è stato condannato all’ergastolo per traffico di droga, omicidio, associazione mafiosa, traffico di armi. È ritenuto uno dei principali esponenti della ‘ndrina Zagari-Fazzalari. Si era dato alla latitanza nel giugno del 1996 quando sfuggì all’operazione “Taurus”, che ha fatto luce sulla faida di Taurianova fra gli Asciutto-Neri-Grimaldi e Fazzalari-Crea-Viola. Lo scontro fra i due storici clan della zona, che ha insanguinato il piccolo paese della piana di Gioia Tauro per più di tre anni agli inizi degli anni ’90, è balzato agli onori della cronaca per l’efferatezza delle esecuzioni. Al capo dei Grimaldi, ucciso insieme al fratello, fu infatti mozzata la testa, quindi lanciata per aria e presa a fucilate.I carabinieri lo hanno scovato all’alba nella frazione Monte Trepitò di Molochio, nella Piana di Gioia Tauro. Il boss è stato trovato all’interno di un’abitazione in complesso di caseggiati a ridosso dell’Aspromonte, a pochi chilometri dal suo paese d’origine.Sorpreso dai carabinieri, Fazzalari non ha opposto resistenza e, subito dopo il blitz, ha affermato di essere lui il latitante che stavano cercando e si è lasciato ammanettare. Al momento dell’arresto era armato. Durante la perquisizione, infatti, è stata rinvenuta una pistola e altro materiale che potrebbe essere utile alla Direzione distrettuale antimafia per ricostruire la rete di fiancheggiatori che per vent’anni ha consentito al latitante di sfuggire alla giustizia. Fazzalari era in compagnia di una donna di 41 anni che è stata arrestata per procurata inosservanza di pena, concorso in detenzione di arma comune da sparo e ricettazione.”Sono orgoglioso – ha detto Renzi – delle donne e degli uomini che servono lo Stato e a nome di tutti gli italiani ho chiamato il Comandante Del Sette e il Procuratore Capo di Reggio Calabria Cafiero de Raho per esprimere loro la nostra gratitudine più affettuosa. Grazie davvero dal profondo del cuore! Viva l’Italia!”.
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di Gaetano Pedullà

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