Arrestato il dominus della sicurezza privata romana. All’imprenditore Fabrizio Montali contestati una lunga serie di reati tributari. La sua azienda sorvegliava anche tanti enti pubblici

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Dai rapporti con il cassiere della Banda della Magliana all’impero della sicurezza privata: un castello di carte su cui la Procura di Roma ha deciso di far luce. Oggi è stato infatti arrestato l’imprenditore Fabrizio Montali, indagato per una serie di reati tributari, trasferimento fraudolento e possesso ingiustificato di valori, dominus del gruppo romano “Metronotte”, leader nel settore della sicurezza e della vigilanza privata. Il gip ha anche disposto il sequestro preventivo del capitale sociale e del patrimonio di Metronotte, dal valore di oltre 94 mln di euro, nonchè il sequestro di circa 60 milioni di euro nei confronti di altri 6 indagati.

LA MOSSA
L’inchiesta, denominata Security, coordinata dalla Procura della Repubblica capitolina, è stata condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria di Roma, ed ha consentito di accertare come Montali risultasse l’effettivo e unico titolare di tutte le aziende costituenti il gruppo “Metronotte”, attraverso lo schermo di otto società cooperative. Attraverso questo sistema, Montali sarebbe riuscito a consolidare, nel tempo, una holding con oltre 800 dipendenti che assicurava servizi di sicurezza e vigilanza anche in favore di numerosi enti pubblici ubicati a Roma. Le indagini svolte hanno consentito di individuare articolate e molteplici operazioni societarie, poste in essere con l’intento di dissimulare il suo ruolo di “deus ex machina” del gruppo. L’ultima, nell’ottobre 2014, ha riguardato la cessione di una società a prestanome al solo scopo di aggirare il provvedimento interdittivo emesso appena 4 giorni prima dalla Prefettura di Roma, che aveva documentato “situazioni relative a tentativi d’infiltrazione mafiosa”. Più in particolare, gli investigatori delle Fiamme Gialle hanno, in primis, analizzato l’operazione attraverso cui l’Istituto di vigilanza Nuova città di Roma, una delle società cooperative del gruppo Metronotte, aveva rilevato, al prezzo irrisorio, peraltro neppure del tutto saldato, di 3,5 milioni di euro – a fronte di un valore di avviamento periziato per oltre 15 milioni di euro – esclusivamente la parte in bonis di una società cooperativa, l’Istituto di vigilanza città di Roma, lasciando, in capo a quest’ultima, le cospicue esposizioni debitorie verso l’Erario, di natura fiscale e previdenziale, quantificate in oltre 9 milioni di euro.

IL PIANO
Il progetto di Montali, pianificato e realizzato anche grazie al contributo di un commercialista romano e di ulteriori 5 soggetti, tutti indagati, veniva portato a compimento attraverso la variazione della denominazione sociale della cooperativa cedente (ora Movi.Lan.), l’intestazione della legale rappresentanza ad un prestanome straniero ed il successivo trasferimento della sede legale in Romania, impedendo, così, all’Erario italiano ogni possibilità di riscossione. In questo contesto, gli accertamenti svolti hanno permesso, da un lato, di verificare il mancato versamento, per oltre 800mila euro, del corrispettivo pattuito per la compravendita e, dall’altro, di appurare come due degli indagati si fossero fraudolentemente appropriati di somme, per circa 900mila euro, effettivamente corrisposte dall’impresa cessionaria alla cedente e da questa veicolate, sine titulo, a parenti, amici, vicini di casa dei due citati indagati.

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