Arriva il decreto ristori. Cinque miliardi subito sui conti correnti di imprese, cassintegrati e famiglie in difficoltà. L’obiettivo di Palazzo Chigi è varare già oggi il provvedimento

di Laura Tecce
Politica

Lo aveva annunciato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella conferenza stampa di presentazione del nuovo Dpcm con le misure messe in atto dall’esecutivo per frenare la curva dei contagi dovuta alla seconda ondata dell’epidemia di Covid-19: “Sono già pronti gli indennizzi a tutti coloro che verranno penalizzati”, aveva detto, assumendo “l’impegno a nome dell’intero governo”. “I ristori arriveranno direttamente sul conto corrente dei diretti interessati con bonifico bancario dell’Agenzia delle Entrate”, ha poi anticipato il premier, e l’indennizzo a fondo perduto non è l’unica misura prevista: “Ci sarà un credito d’imposta per gli affitti commerciali per i mesi di ottobre e novembre. Verrà cancellata la seconda rata Imu dovuta entro il 16 dicembre”.

A illustrare maggiormente nel dettaglio il provvedimento, che potrebbe approdare già oggi a Palazzo Chigi è la vice ministro dell’Economia, Laura Castelli (nella foto): “I nuovi ristori che il governo sta predisponendo andranno “dal 100% al 200% di quanto, in base al calo del fatturato di aprile 2020, le aziende hanno ottenuto con il Fondo perduto del decreto Rilancio, parliamo di queste percentuali, in alcuni casi forse anche superiori. Il ristoro arriverà con un bonifico automatico, direttamente dall’Agenzia delle Entrate, come già avvenuto per il precedente aiuto a fondo perduto introdotto dal dl Rilancio. Uno schema collaudato e veloce che permetterà di effettuare bonifici automatici sul conto dei contribuenti, entro pochi giorni dall’approvazione del decreto ristori – aggiunge l’esponente pentastellata – ed è rivolto a tutte quelle attività che, per le disposizioni del Dpcm, dovranno chiudere o limitare gli orari di apertura. Stiamo chiedendo loro un grande sacrificio per garantire il benessere di tutti. È giusto che lo Stato si schieri dalla loro parte”.

Sullo stanziamento sono ancora in corso le riunioni, si ragiona su una quota totale di 5 miliardi di euro, dei quali 1-1,5 da destinare ai soli ristori, che probabilmente saranno erogati in base a dei criteri: più alto per chi è stato costretto alla chiusura totale dell’attività, come palestre o piscina; e più basso per chi dovrà anticipare la serrata alle 18, come ristoranti e bar. Questa volta, rispetto al dl Rilancio, l’intenzione del governo è quella di sostenere anche le aziende che hanno più di 5 milioni di fatturato. Ma il “ristoro” non sarà l’unica misura, rientra infatti all’intero di un pacchetto più ampio di aiuti: già in mattinata anche il vice ministro all’Economia Antonio Misiani aveva parlato dell’introduzione di un pacchetto di sei misure urgenti pervenire incontro alle attività colpite dalla nuova ‘stretta’ in vigore fino al 24 novembre.

È stato annunciato che si sta lavorando per il rifinanziamento della cassa integrazione per altre 18 settimane, che sarà “garantita a tutti i settori, per il rifinanziamento del reddito di emergenza (Rem) per una mensilità (quella di novembre), un nuovo credito d’imposta per gli affitti per due mensilità, che potrà essere ceduto al proprietario o usato in compensazione, la cancellazione della rata dell’Imu di dicembre e saranno inoltre stanziate risorse per gli straordinari delle forze dell’ordine. Ancora una volta però il fattore tempo è fondamentale, chiedono riposte immediate le associazioni di categoria, le Regioni e l’opposizione: l’obiettivo del governo è quello di pubblicare il provvedimento in Gazzetta ufficiale già domani per permettere la partenza degli esborsi dei ristori già dalla metà del mese di novembre.

Intanto, il sindaco di Milano Beppe Sala plaude all’azione fin qui intrapresa dall’Esecutivo: “A me pare che il Governo stia cercando di mediare le necessità del sistema e quello dei territori. Certo, è molto duro risentire quel clima da lockdown ed è necessario ristorare velocemente quelle categorie che, in particolare, soffriranno per le limitazioni alla loro attività lavorativa. Su questo punto apprezzo le parole del presidente Conte e le sue proposte, che vanno da bonifici sui conti correnti degli interessati già a novembre allo stop alle rate Imu”, ha affermato ieri in consiglio comunale.