Migranti, arriva il sì da Bruxelles all’uso della forza contro gli scafisti. Ma nessuna decisione sulle quote da ospitare: spetterà ai singoli Stati

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“Flessibilità sulle quote” dei 120 mila profughi da redistribuire tra i 28 Stati membri. In altre parole: nessun vincolo stringente sul numero di persone che ciascun Paese dovrà ospitare, come era stato ipotizzato in un primo momento. Inoltre i 28 Paesi hanno dato il via libera all’uso della forza militare contro gli scafisti. Questo è quello che si legge nella bozza di conclusioni del consiglio Affari interni Ue riuniti a Bruxelles per discutere il piano per affrontare l’emergenza migranti.

Uno dei punti centrali del documento, come detto, è l via libera formale per l’avvio della fase 2 della missione navale EuNavFor Med che prevede l’uso della forza militare contro i trafficanti di uomini nel Mediterraneo. La proposta è passata senza discussione nel Consiglio Affari Generali. L’operatività del provvedimento è prevista già entro i primi di ottobre. Fonti europee hanno specificato che i migranti salvati saranno portati in Italia, così come i trafficanti arrestati che saranno giudicati nel nostro paese.

Intanto, sono ripartiti i treni tra la Germania e l’Austria dopo la sospensione del traffico ferroviario voluta ieri da Berlino. La misura di emergenza era stata imposta alle frontiere per cercare di controllare l’altissimo numero di rifugiati che cercano di entrare nel paese.  Il governo austriaco, poi, ha deciso l’invio dell’esercito, in supporto della polizia che sta già operando lungo il confine con l’Ungheria. Come ha ribadito il cancelliere Werner Faymann, il diritto di chiedere asilo non è messo in discussione. Al valico di Nickelsdorf solo nella giornata di ieri si sono registrati 10.256 arrivi.

Ha fatto discutere la misura del governo tedesco che, ieri, aveva deciso di far alloggiare 21 migranti nell’ex campo di concentramento di Buchenwald. “E’ una sensazione tremenda – ha detto alla stampa Miriam Spitzer, 77enne di Tel Aviv, sopravvissuta alla Shoah – Se la Germania ha deciso di accogliere migranti, lo faccia in luoghi più idonei. Quel campo di concentramento va conservato come tale. È un museo per ricordare la tragedia, non può trasformarsi in un luogo di alloggio”. “Si tratta di una soluzione di emergenza, ma inevitabile“, ha detto il sindaco del distretto berlinese di Mitte, Christian Hanke. Abdurahman Massa, un giovane profugo eritreo di 20 anni, si è mostrato indifferente a ciò che il campo era in passato: “Non mi interessa. Per me questa è una buona sistemazione”, ha detto al Daily Express.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

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