Bologna, 6 feb. (askanews) – Quattro milioni di euro per ricucire lo strappo tra la Romagna e l’acqua. Il tesoretto, messo in campo da Intesa Sanpaolo attraverso la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, è diviso a metà: due milioni per le comunità colpite, due per progettare la sicurezza di domani. “La fondazione – spiega il presidente Maurizio Gardini – non ha fatto mancare il suo apporto importante a seguito dell’alluvione in Romagna. Interventi diretti e con le nostre risorse, ma anche interventi con risorse che altri enti ci hanno affidato a cominciare da Intesa Sanpaolo proprio per venire incontro alle prime esigenze”.Quattrocentomila euro per il Teatro Rossini di Lugo, 500mila per la ciclabile del Savio a Cesena, mezzo milione alle famiglie di Faenza e 100mila euro per una nuova sede scout a Forlì. Alla presentazione del bilancio, anche il commissario per la ricostruzione, Fabrizio Curcio, e il consigliere d’amministrazione di Intesa Sanpaolo, Paolo Grandi. “Le radici di Intesa Sanpaolo – ricorda Grandi – sono radici che ancora adesso affondano nei territori delle regioni italiane. Quindi quando accadono eventi come quelli che hanno purtroppo interessato quest’area, siamo presenti, lo siamo con molta molta attenzione e soprattutto cercando di essere concreti”.I restanti 2 milioni finanziano studi e progettazioni per domare i fiumi: 600mila euro ciascuno ai bacini del Montone, del Ronco e del Savio per nuove aree di espansione a monte delle città. “Nei giorni tragici delle alluvioni del 2023 – spiega il presidente della Regione, Michele de Pascale – ci fu impegno a sostenere, a finanziare anche progetti per la messa in sicurezza del territorio. Il governo ha stanziato risorse per le opere di prevenzione, ma dal 2027, grazie anche a queste risorse della Fondazione, noi saremo in grado di anticipare tutte le progettazioni e poter essere immediatamente pronti a partire per spenderle”.
06/02/2026
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