L’assessore ai disastri è salvo. I cittadini lombardi chissà. La Lega ha deciso di blindare Gallera votando No alla mozione di sfiducia M5S. Salvini difende l’indifendibile

di Laura Tecce
Politica
GIULIO GALLERA

La Lega voterà contro la sfiducia avanzata dai consiglieri regionali del Movimento Cinque Stelle all’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera che sarà presentata in Aula martedì in Consiglio. La linea era già stata tracciata lo scorso 13 novembre quando il vertice di centrodestra al Pirellone – chiesto a gran voce proprio dal Carroccio – che doveva prevedere un “riassetto”, in sostanza un commissariamento, nei confronti dell’esponente forzista, si era alla fine risolto in un nulla di fatto. Gallera rimane dove sta, e addirittura il deputato e segretario lombardo del partito, Paolo Grimoldi, dopo il summit si era spinto ad elogiarne l’operato: “Ha sempre fatto bene il suo il suo mestiere.

Ovviamente anche lui si è trovato a gestire l’esplosione di una bomba nucleare, qui è scoppiata la terza guerra mondiale e Gallera si è trovato a gestirla. è facile dire poteva fare meglio, certo che poteva fare meglio, dopodiché si è trovato anche lui a gestire la terza guerra mondiale”. Significativa anche l’assenza alla riunione del governatore Attilio Fontana, che ha sempre difeso l’operato del suo assessore e che vorrebbe evitare un rimpasto almeno fino al termine della pandemia. Del resto simul stabunt simul cadent, lo sa bene il segretario federale Matteo Salvini, che sull’operato del titolare del Welfare non è mai stato molto tenero, per usare un eufemismo, anzi diciamo proprio che avrebbe voluto cacciarlo ma le ragioni “politiche” sono sempre quelle che prevalgono: una sostituzione in corsa di Gallera o anche il suo “commissariamento” affiancandogli come si era da più parti ipotizzato una squadra di tecnici con l’obiettivo di migliorare, rafforzare e rilanciare l’azione della sanità lombarda e la gestione di questa seconda ondata della pandemia da Coronavirus, avrebbe di fatto sconfessato quel “modello Lombardia” che il leader leghista porta sempre ad esempio.

Chissà poi perché non quello Veneto, altra regione a trazione leghista, o meglio a trazione Zaia – questo è il punto – che ha sicuramente gestito in maniera migliore l’emergenza sia nella prima che nella seconda ondata. Ma il malcontento, montato in questi mesi dalle parti del Pirellone non è solo fra i consiglieri della Lega (che però devono “obbedire” a ordini di scuderia), gli stessi azzurri e anche FdI più volte hanno esternato il loro imbarazzo per l’operato e le soventi gaffes dell’assessore. Per non parlare, ovviamente dell’opposizione: l’iniziativa dei 5Stelle, sottoscritta anche dal Pd e dai Lombardi Civici Europeisti, tecnicamente non è una mozione di sfiducia, ma chiede la rimozione dell’intero assessorato al Welfare e di Gallera per l’ “inidoneità” nella gestione della crisi sanitaria.

“Sappiamo che la maggioranza è spaccata. Molti consiglieri di centrodestra sono stufi dell’incompetenza dimostrata dall’assessore Gallera, di cui il caos vaccini anti-influenzali è ultimo insopportabile esempio – ha dichiarato il capogruppo pentastellato, Massimo De Rosa, primo firmatario dell’atto – Martedì scorso hanno votato per non votare, dal momento che per loro l’emergenza Covid non è un’urgenza, ma il primo dicembre non potranno esimersi dalle loro responsabilità”. “Chiediamo – conclude – oggettività nel valutare una situazione che sta arrecando danni incalcolabili ai cittadini lombardi. Sia chiaro noi siamo dell’idea che le responsabilità dell’assessore Gallera siano le medesime del presidente Fontana e della sua Giunta, che ne hanno sempre condiviso e avallato le scelte. Auspichiamo però dalla maggioranza un primo gesto di responsabilità”. Che a quanto pare non arriverà.