Associazione a delinquere all’interno del Cnr: sei indagati tra cui pure il direttore generale Di Bitetto. E intanto la Bindi non convoca audizioni in Antimafia

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Nuovi guai per il Consiglio Nazionale della Ricerca. Dopo le inchieste giornalistiche (su tutte, quella di Report, che rivelato presunti rapporti tra l’Istituto e persone riconducibili al boss Matteo Messina Denaro), si allargano anche quelle giudiziarie. Ieri infatti la Guardia di Finanza ha perquisito il Centro e comunicato al direttore generale del Cnr Massimiliano Di Bitetto che è indagato per associazione a delinquere finalizzata al peculato nell’ambito di una indagine del pm della Procura di Napoli Ida Frongillo sulla distrazione dei fondi dell’istituto. Sette gli indagati, in tutto.  Nel mirino un centinaio di incarichi professionali assegnati a società riconducibili a Paolo D’Anselmi, anche lui indagato. Incarichi distribuiti con procedure dirette per importi sotto la soglia che renderebbe obbligatoria una gara. L’esistenza di una indagine sulla gestione dei fondi del Cnr è nota dal 27 marzo: quel giorno la Procura ha fermato Vittorio Gargiulo, già segretario amministrativo dell’Istituto Ambiente Marino Costiero del Cnr di Napoli.

C’è da dire, però,  che il presidente del Cnr, Massimo Inguscio, ha immediatamente ribadito la “massima disponibilità alla collaborazione alle indagini, iniziate con una denuncia del 2016 da parte dell’Ente stesso, e conferma che l’Ente adotterà rigorosamente tutti i provvedimenti del caso”. La nota, diramata dal Cnr, ricorda poi che “è in atto un’operazione per garantire la massima trasparenza, efficacia e tempestività delle procedure amministrative, che ha copreso l’istituzione recente di una apposita Commissione composta da esperti di alto profilo”.

Le reazioni politiche – L’inchiesta, peraltro, ha avuto riflessi anche politici. Il deputato Riccardo Nuti è infatti intervenuto: “Ormai non si contano più le inchieste giudiziarie che toccano il Cnr e il Governo che fa? Tace e nega ormai da settimane la mia richiesta di ascoltare in Commissione Antimafia i vertici dello stesso Consiglio”. “Sono costretto ancora una volta – prosegue Nuti – a ricordare a questo Governo, che suo malgrado si sta rivelando ‘fantoccio’ più di quanto già si sospettava, che sulla scrivania della presidente Rosy Bindi sta ormai prendendo inspiegabilmente polvere la mia richiesta di ascoltare i dirigenti del Cnr insieme alla ex presidente dell’Istituto ambiente marino (Iam), Laura Giuliano, che ha denunciato mesi fa i presunti rapporti del Cnr con persone riconducibili a Matteo Messina Denaro e alla massoneria. Quando vorrà dar seguito a tale richiesta, oggi più che mai legittima?” “Che dire ancora della ministra dell’ Istruzione, Valeria Fedeli – continua Nuti – che ancora non risponde a un’interrogazione parlamentare depositata a fine marzo, in cui si chiede tra le altre cose anche l’invio degli ispettori e il conseguente esito dell’ispezione. Un’ispezione, anche questa, che è il minimo che si debba fare visto quanto sta emergendo dalle inchieste”.