Astrazeneca, il danno è fatto: c’è la ripresa delle vaccinazioni ma le disdette sono fino al 35% (e intanto Draghi annuncia che si immunizzerà)

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Il danno ormai è fatto. Dopo lo stop improvviso ad AstraZeneca, ieri è arrivato il via libera per la ripresa delle vaccinazioni. Ma, oltre a dover colmare i ritardi dovuti all’interruzione degli ultimi giorni, le autorità sono ora alle prese con i tanti cittadini che, spaventati, disdicono la prenotazione. Se i forfait sono stati limitati nel Lazio e in Lombardia e se in Liguria sono stati inferiori al 3%, in altre regioni non è andata altrettanto bene. In Piemonte infatti hanno toccato il 10% e in Friuli Venezia Giulia hanno raggiunto quasi il 35%.

Astrazeneca, il danno è fatto: c’è la ripresa delle vaccinazioni ma le disdette sono fino al 35%

La somministrazione del farmaco anglo-svedese è ripresa ieri senza troppi problemi al drive through della Difesa al Parco del Trenno di Milano. Stessa situazione a Roma, Caserta e Cosenza. Lunga la fila all’hub della Nuvola dell’Eur, dove in molti hanno confessato di essersi decisi ma tra tanti timori. “Le disdette ad oggi sono davvero molto basse. Questo ci rincuora perché per noi la cosa più importante è arrivare presto a una ampia copertura vaccinale”. Questo ha dichiarato l’assessore regionale alla sanità del Lazio, Alessio D’Amato.

Ma non è andata altrettanto bene in altre regioni. Pesante il bilancio soprattutto in Friuli Venezia Giulia. “Noi abbiamo registrato già lunedì, quando si cominciava a vedere qualche reazione di troppo, una riduzione del 10% della domanda e della prenotazione. A ieri sera, sulle 3000 prenotazioni contavamo un terzo di disdette”, ha affermato il vicepresidente della Regione con delega alla Salute, Riccardo Riccardi.

Draghi annuncia: mi vaccinerò

Le autorità sanitarie, cercando di mettere una pezza alla scelta di sospendere AstraZeneca per poi dare in fretta di nuovo l’ok, ieri hanno cercato in tutti i modi di rassicurare. “Il comitato di Aifa ha ratificato e Aifa ha poco fa revocato il divieto d’uso per il vaccino di AstraZeneca”, ha annunciato ieri mattina il direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco, Nicola Magrini. Il direttore ha poi specificato che il nesso causale con eventi rari trombotici non è dimostrato. Ma saranno avviati ulteriori studi: “La preoccupazione giustificata nata dalla segnalazione di questi pochi casi di una certa gravità ha portato alla sospensione della campagna vaccinale in Ue. Ma gli eventi rari si possono conoscere meglio solo dopo l’utilizzo. Non c’è ad oggi un legame causale”.

Magrini ha infine raccomandato di non utilizzare a scopo preventivo o profilattico farmaci come aspirina, tachipirina o eparina. Rassicurazioni infine sono state date ieri sera anche dal premier Mario Draghi. “Io non ho ancora fatto la prenotazione, farò AstraZeneca, mio figlio l’ha fatto in Inghilterra”, ha affermato. Il presidente del consiglio ha poi sostenuto di non credere a un impatto negativo per via della sospensione, rivendicando quella scelta e assicurando che non c’è stata alcuna imitazione dei tedeschi