Milioni di dosi del vaccino Astrazeneca nel mirino dei Nas. Continuano le verifiche sulle fiale scovate nello stabilimento di Anagni

ASTRAZENECA NAS
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Comunque lo si voglia vedere, il caso delle 29 milioni di fiale AstraZeneca trovate ad Anagni è un pastrocchio. Che il caso sia tutt’altro che chiuso è evidente dal fatto che i militari del Nas hanno fatto sapere che “proseguono i controlli nell’azienda al fine di monitorare l’effettivo flusso di spedizioni di vaccini in partenza e dirette verso la piattaforma distributiva di AstraZeneca in Belgio e Olanda”.

Gli stessi sottolineano come al momento l’obiettivo è verificare che “le dosi che escono siano effettivamente quelle che devono uscire sulla base delle ordinazioni” e che “i camion in partenza siano correttamente sigillati”. Insomma al momento l’unica certezza è che questa vicenda ha minato la fiducia nei confronti della multinazionale tanto che il premier Mario Draghi, in videoconferenza con gli altri leader Ue, ha raccontato che “i cittadini europei sono delusi da AstraZeneca”.

Difficile dargli torto perché mentre i contratti stipulati con Bruxelles sono sistematicamente disattesi, da tempo sulla multinazionale si sono riversati timori su eventuali esportazioni al di fuori dall’Unione europea. Inevitabile, quindi, che la scoperta di questo enorme stock di fiale abbia aumentato i dubbi sull’operato dell’azienda anglo-svedese con il ministro grillino delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Stefano Patuanelli, che ieri ha sbattuto i pugni affermando che “va chiarito perché sono state immagazzinate lì 29 milioni di dosi, dove dovevano andare e a chi erano destinate”.

Tutte domande legittime a cui ha provato a rispondere AstraZeneca con un comunicato in cui afferma che “Attualmente non sono previste esportazioni se non verso i paesi Covax. Ci sono 13 milioni di dosi di vaccino in attesa che il rilascio del controllo di qualità venga inviato a Covax come parte dell’impegno dell’azienda a fornire milioni di dosi ai paesi a basso reddito”.

Il vaccino, proseguono dall’azienda, “è stato realizzato al di fuori dell’Unione Europea e portato nello stabilimento di Anagni per essere riempito in fiale” e nello stabilimento “ci sono altri 16 milioni di dosi in attesa che il rilascio del controllo di qualità venga spedito in Europa”. Di queste “10 milioni saranno consegnate nei paesi dell’UE durante l’ultima settimana di marzo” e in ogni caso, conclude l’azienda riferendosi alle fiale nello stabilimento di Anagni, “non è corretto descriverle come una riserva”.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Ci mancava il regalo ai mafiosi

Partito come un venticello, il soffio della restaurazione sta diventando un tornado. Draghi a Palazzo Chigi ne è di per sé il sigillo di garanzia, ma siccome il suo è definito da stampa e poteri forti il “Governo dei migliori”, c’è chi ha deciso di

Continua »
TV E MEDIA