Atene respinge il diktat Ue. Salta il piano di salvataggio. No all’aumento dell’Iva e al taglio delle pensioni. Ora il fallimento della Grecia è dietro l’angolo

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L’accordo sul debito greco non c’è. A sorpresa, le richieste dei creditori internazionali sono state giudicate insostenibili e respinte dal premier Alexis Tsipras. Quando tutto lasciava pensare a una strada in discesa per scongiurare il fallimento di Atene, la situazione torna così in alto mare. Con l’immediata caduta dei mercati, a cominciare da quello ellenico andato giù di cinque punti. La flessibilità accordata in primis dal Fondo monetario, che ha consentito di accorpare le diverse rate del debito in scadenza questo mese (evitando quindi il default già ieri con il mancato pagamento di una tranche da 310 milioni) non è stato seguito da altrettanta ragionevolezza da parte dell’ex Troika, della quale fanno parte insieme allo stesso Fondo monetario anche la Commissione europea e la Banca centrale. Le condizioni imposte si commentano da sole: aumento dell’Iva, stretta sul sistema pensionistico, rinuncia alla reintroduzione della contrattazione collettiva. Misure fortemente recessive e totalmente contrarie al programma elettorale di Syriza, il partito che ha portato il premier a vincere le elezioni.

POCO SCONTO
In cambio l’Europa avrebbe concesso nuovi aiuti e un ammorbidimento degli obiettivi di bilancio per il 2015. Troppo poco. Così il governo ha rispedito l’intero progetto al mittente, nonostante il 45% dei greci sarebbe favorevole a un compromesso e il fallimento di un Paese dell’area euro apra scenari inesplorati e dalle conseguenze imprevedibili per lo Stato inadempiente. Per questo Tsipras continua a tenere aperto un dialogo con la Russia, possibile sponda nel caso di un’uscita disastrosa dalla moneta comune e probabilmente anche dalla stessa Unione europea. un nuovo incontro con Vladimir Putin è già fissato al forum economico russo del 18 giugno. Il ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, farà invece visita all’omologo tedesco Wolfgang Schaeuble la prossima settimana. L’enensimo incontro tra il falco numero uno e il ministro del Tesoro definito proprio da Schauble un incompetente.

VORAGINE
Intanto i mercati si domandano se la Grecia sarà mai in grado di restituire il suo debito. La rata dovuta solo questo mese, comprensiva di quella da 310 milioni saltata ieri, è di 1,6 miliardi. Se non sarà l’Europa ad aprire i cordoni della Borsa è chiaro che una tale cifra è al di fuori della portata delle casse di Atene, ormai ridotte completamente a secco.