Atteggiamento incomprensibile. Da Renzi solo giochi di palazzo. Parla Toninelli (M5S): “E’ passato dal fare al disfare. Bonafede non si discute, ora pensiamo all’Agenda 2023”

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Nessuna sorpresa. Almeno per Danilo Toninelli. “Già nella scorsa legislatura abbiamo visto come le distanze tra Renzi e Forza Italia siano molto relative”, taglia corto l’ex ministro delle Infrastrutture. Che definisce “incomprensibile” l’atteggiamento del leader di Iv, alla continua “ricerca di visibilità”, taglia corto il facilitatore organizzativo del Team del futuro del Movimento Cinque Stelle con delega per le campagne elettorali.

Ormai da mesi non passa giorno senza che i renziani trovino un argomento di polemica con la maggioranza e il Governo. Dalla prescrizione alle autostrade al Reddito di cittadinanza, i tempi del Papeete sembrano rivivere con un altro Matteo. È pensabile continuare ad andare avanti così?
“Dovreste chiedere a Renzi se intende andare avanti così per molto. La maggioranza è impegnata a riformare la Giustizia, tagliare l’Irpef, proseguire nel rilancio dei cantieri utili, approvare il Salario minimo e in altri dossier che come sapete sono sui tavoli dell’agenda 2023. Se Renzi e tutta Italia Viva preferiscono concentrarsi su politichese, giochi di palazzo, tatticismi fini a se stessi, ne risponderanno”.

Dal salotto di Bruno Vespa, la bomba annunciata da Renzi si è rivelata un’esplosione a salve: resta in maggioranza e al Governo, ma continua a dettare una serie di condizioni. Siamo all’ennesimo penultimatum?
“Non so, di certo così corre il rischio di parlarsi addosso. Curioso per un esponente politico che anni fa si presentò sulla scena come un uomo del fare, che combatteva le piccole minoranze che paralizzano l’attività di governo. Prenda il suo ennesimo annuncio sulle riforme: in Parlamento c’è un percorso che riguarda alcune modifiche puntuali alla Costituzione e la nuova legge elettorale, proporzionale con sbarramento alto. Tutte proposte ampiamente condivise da Italia Viva. Poi un giorno Renzi entra in un salotto televisivo e cambia tutto. Così si capisce solo lui stesso, forse”.

Nel mirino resta sempre Bonafede. Renzi ha rilanciato sulla sfiducia individuale (e postdatata) al Guardasigilli a Pasqua. Che conseguenze avrebbe sulla maggioranza?
“Alfonso Bonafede sta facendo un lavoro incredibile nel contrasto alla corruzione e nel riformare profondamente il funzionamento dei processi civili e penali, per citare solo una parte del suo lavoro. Non voglio nemmeno affrontarlo un quesito del genere. Bonafede è il nostro ministro della Giustizia nonché capodelegazione del MoVimento 5 Stelle al governo”.

Ma come si spiega questo atteggiamento da parte di un alleato che sulla giustizia dice e vota le stesse cose di Forza Italia?
“Già nella scorsa legislatura abbiamo visto come le distanze tra Renzi e Forza Italia siano molto relative. In questo caso nel suo atteggiamento vedo la ricerca di visibilità, mosse e contromosse finalizzate a chissà quale obiettivo futuro nei palazzi della politica. Francamente incomprensibile”.

Si è parlato molto negli ultimi giorni di pattuglie di responsabili per sorreggere la maggioranza e puntellare il Governo se Italia Viva rompesse. L’ipotesi di un Conte ter sta in piedi o è solo fantapolitica?
“Sono chiacchiere, inutile anche parlarne. C’è una maggioranza che sta lavorando, abbiamo appena approvato al Senato il decreto intercettazioni, che presto sarà legge, con i voti anche di Italia Viva. E come ho detto abbiamo in cantiere un lavoro molto importante, non possiamo perdere tempo dietro al retroscenismo”.