Aumentano i guariti, sono 45. I contagiati da Coronavirus 650 in 13 regioni. Ma l’Iss per ora ne ha confermati 282. Il trend è in calo

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“Il focolaio italiano del Coronavirus è uno, anzi uno e mezzo”. Quello originale è nella Bassa Lombardia, poi, ce ne è un altro, più piccolo, in Veneto, riconducibile al focolaio lombardo. Ne è convinto Walter Ricciardi, l’esperto italiano dell’Oms, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza, che oggi è tornato, a più riprese, a sottolineare che quella che continua ad essere definita un’emergenza nazionale in realtà potrebbe ridimensionarsi, e non di poco. Oggi, infatti, per la prima volta, il capo della Protezione, Angelo Borrelli, che dell’emergenza è il commissario del governo, ha aperto il suo consueto bollettino giornaliero ponendo l’accento non tanto sui contagi, bensì sulle guarigioni. Un dato importante, perché, se è vero che i casi positivi sono stati sovrastimati, come afferma da giorni Ricciardi, 45 pazienti guariti (40 in Lombardia) non sono pochi. I casi confermati dall’Istituto superiore di Sanità, sono 282. “Il numero di test confermati e risultati positivi coincide, abbiamo ricevuto 282 campioni e 282 sono risultati positivi ” ha spiegato il presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro.

Il conteggio, quello ufficiale riferito dal Dipartimento di via Ulpiano – 650 contagiati in 13 regioni – continua, però, a tenere conto dei pazienti positivi al test del virus Codiv-19 (anche quelli sottoposti solo a una delle due verifiche previste dal protocollo sanitario) e dei decessi. Nel dettaglio: i casi accertati in Lombardia sono 403 (di cui 40 guariti e 14 deceduti), 111 in Veneto (2 morti), 97 in Emilia Romagna (1 morto), 19 in Liguria, 4 in Sicilia (2 guariti), 3 ciascuna in Lazio (tutti e 3 guariti), Campania, Marche, 2 in Toscana e Piemonte, 1 in Alto Adige, Abruzzo e Puglia. I ricoverati con sintomi sono 248, 56 sono in terapia intensiva e 284 in isolamento domiciliare. I tamponi compiuti sono 12.014 (la metà in Veneto). Il numero delle vittime, ha spiegato ancora il capo della Protezione civile, è salito a 17, mercoledì erano 12, ma anche quest’ultimo dato va verificato in base agli esiti degli accertamenti demandati all’Istituto superiore di sanità.

L’ultima parola, su contagi e decessi, spetta, infatti, proprio all’Iss. “I casi positivi al Coronavirus – ha spiegato Ricciardi – si possono definire solo dopo la conferma dell’Iss; quelli comunicati dalle Regioni devono essere considerati come casi sospetti. Le Regioni hanno l’obbligo morale di seguire le indicazioni centrali altrimenti si genera il panico collettivo. Se si fossero attenute a questo nelle comunicazioni oggi avremmo 190 casi accertati”. I test strumentali, effettuati nei laboratori regionali, “hanno ancora margini di incertezza, ci possono essere falsi positivi e falsi negativi”, per questo, ha aggiunto l’esperto italiano dell’Organizzazione mondiale della Sanità, “bisogna attenersi ai risultati dell’Iss”.

Novità importanti anche sul fronte della ricerca arrivano dall’Ospedale Sacco di Milano dove è stato isolato il ceppo italiano del Coronavirus. “Abbiamo isolato il virus di 4 pazienti di Codogno”, ha spiegato il professor Massimo Galli, direttore dell’Istituto di scienze biomediche, aggiungendo che “siamo riusciti a isolare virus autoctoni, molto simili tra loro ma con le differenze legate allo sviluppo in ogni singolo paziente”. Una scoperta che consentirà ai ricercatori di “seguire le sequenze molecolari e tracciare ogni singolo virus per capire cos’è successo, come ha fatto a circolare e in quanto tempo” e successivamente di studiare lo sviluppo di anticorpi e quindi di farmaci e vaccini.