Autostrade, finita la pacchia. A rischio tutte le concessioni. De Micheli non fa sconti ai signori del casello. Governo unito sul possibile addio ai Benetton

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Tutte sotto esame e tutte in bilico le concessioni autostradali. Quella dei Benetton e pure le altre. Con l’obiettivo di garantire ai cittadini una rete infrastrutturale moderna e sicura, utile a tutti e non solo a chi per anni ha fatto cassa con i pedaggi senza troppi problemi. I giallorossi sono uniti anche in questa battaglia, portata avanti con forza dal Movimento 5 Stelle dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova lo scorso anno. Ad assicurarlo è stato ieri il ministro delle infrastrutture e trasporti, Paola De Micheli, rispondendo alla Camera a un’interrogazione del leghista Riccardo Molinari, nel corso del question time.

LE RASSICURAZIONI. “Stiamo lavorando ad una revisione complessiva del sistema delle concessioni autostradali – ha dichiarato il ministro De Micheli – con l’obbligo di garantire una maggiore trasparenza, una reale competitività tra gli operatori, il corretto equilibrio tra l’interesse pubblico e l’interesse imprenditoriale, nonché il costante miglioramento del servizio per gli utenti”. La titolare del Mit ed esponente del Pd ha poi precisato, come già sostenuto dal premier Giuseppe Conte, che l’Esecutivo intende garantire al Paese un’adeguata rete infrastrutturale, ritenendola indispensabile anche per avviare una nuova strategia di crescita.

“Abbiamo bisogno di infrastrutture utili, moderne, efficienti e sicure”, ha evidenziato. Accertamenti dunque sull’operato di tutti i concessionari. “In relazione al crollo del Ponte Morandi – ha poi affermato De Micheli – il governo intende proseguire con la necessaria celerità la procedura amministrativa avviata dal precedente esecutivo. In detta procedura confluiranno anche le risultanze dell’indagine conoscitiva sulle concessioni autostradali, avviata dalla Corte dei conti. Posso confermare che solo le emergenze istruttorie determineranno l’esito del procedimento, così come il contenuto del provvedimento conclusivo, che ovviamente sarà oggetto di valutazione e condivisione da parte di tutto l’esecutivo”.

IL FUTURO. Resta sul tavolo il problema delle nuove infrastrutture che, per quanto riguarda proprio Genova, si è riproposto con lo stop al progetto della Gronda dato dall’ex ministro Danilo Toninelli. Anche su tale vicenda De Micheli ha però sostenuto nel corso del question time che il Mit darà risposte rapide. “L’analisi costi benefici di Toninelli – ha affermato il ministro – ha riguardato non solo la Gronda ma anche i progetti alternativi, nei giorni scorsi ho incontrato il sindaco di Genova e il presidente della Liguria per aprire un tavolo di lavoro per consentire una verifica dell’opera da tutte le parti politiche. Arriveremo in tempi molto rapidi a soluzioni condivise”. Impegni che non hanno frenato le polemiche leghiste. “La mancanza di chiarezza, da parte dell’attuale governo, sulle concessioni autostradali sta mettendo a rischio la manutenzione ordinaria e straordinaria su almeno 73 viadotti e ponti autostradali”, ha dichiarato il deputato ed ex viceministro Edoardo Rixi.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

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