Autostrade, gli affari d’oro di Benetton & co.

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di Carmine Gazzanni

Che sia un incredibile affare per le concessionarie, è cosa risaputa. Quello che probabilmente non si sa è l’entità del guadagno delle società che gestiscono le nostre autostrade, la continua crescita nel corso degli anni e le risicate entrate per le casse dello Stato. A rivelare l’impressionante quadro ci ha pensato l’Autorità dei Trasporti che ha redatto il primo rapporto sulla sua attività, pubblicato venerdì in Parlamento.

SOLDI A GO GO
Nella relazione, ovviamente, ci si occupa di tutti gli ambiti dei trasporti. Dalle autorità portuali agli interporti, dal trasporto ferroviario fino a quello aereo, passando per il trasporto locale. Ciò che però colpisce è appunto il capitolo relativo alle autostrade. Basti questo: nel corso dell’ultimo anno i ricavi derivanti dai pedaggi hanno raggiunto l’incredibile cifra di 6,533 miliardi di euro. Ecco allora la domanda: quanto sarà andato allo Stato? Poco, troppo poco: soltanto 1,7 miliardi, divisi tra Iva (596 milioni) e canone Anas (1,132 miliardi), che altro non sarebbe che il sovrapprezzo sulla tariffa utilizzato dallo Stato per la manutenzione delle reti non a pedaggio. Tutto il resto – 4,8 miliardi – è andato a rimpinguare le casse delle società private che gestiscono le nostre autostrade, da Gavio fino a Autostrade per l’Italia dei Benetton. Ma per renderci conto della cifra di cui stiamo parlando, basti fare un rapido calcolo: su ogni chilometro di autostrada, lo Stato incassa “solo” 300 milioni, rispetto agli 850 che finiscono alle concessionarie. Quasi il triplo. È evidente, dunque, che il trattamento sia di assoluto favore. E questo anche perchè, come emerge dalla relazione, non sono pochi i favori assicurati nel tempo ai privati gestori.

QUANTI REGALI
Favori che, ovviamente, a pagare sono stati i cittadini. Sono state talmente tante le revisioni tariffarie in Italia (la prima è addirittura del 1961) che, alla fine, “l’effetto complessivo è comunque quello di un aumento continuativo della tariffa media pagata dal consumatore italiano”. Per dire: oggi le tariffe registrano un più 37% rispetto al 2003. Ma c’è anche un altro dato da leggere parallelamente. Che è quello dei ricavi. Secondo la relazione, si è registrato un aumento spaventoso dei guadagni che, nell’ultimo ventennio, ha toccato quota 270%, passando da 2,5 miliardi di euro nel 1993 a 6,5 miliardi nel 2012. Basta così? Certo che no. Perchè se i guadagni sono stellari, le concessionarie sono praticamente eterne. La principale concessionaria, Autostrade per l’Italia, manterrà la gestione – e dunque i ricavi – fino al 2038.

@CarmineGazzanni

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