Aveva minacciato di farsi esplodere in commissariato a Milano. Ancora un tunisino espulso e rimpatriato

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Ancora una espulsione dal territorio italiano. E ancora una volta, trattasi di un tunisino, stessa nazionalità di Anis Amri. Aveva minacciato di farsi esplodere in commissariato, a Milano. Per questo motivo l’uomo, un tunisino di 30 anni appunto, è stato rimpatriato su decisione della questura del capoluogo lombardo. Pregiudicato, in quartiere di Porta Venezia è noto come violento spacciatore.

L’identikitHaddaji Sallem, 29 anni, arriva in Sicilia nel 2011 su un barcone con altri migranti a seguito della Primavera araba. Originario di al-Qayrawan, città della Tunisia nota come “delle trecento moschee”, in Italia ha alle spalle ventuno precedenti e cinque arresti. “Escluse connessioni con il terrorismo”, commenta Alessandro Chiesa, commissariato capo del Commissariato Garibaldi Venezia, a seguito degli accertamenti della Digos. In città, dove vive la madre e la sorella, si guadagna da vivere spacciando hashish e cocaina. Nel 2015 sposa una donna sarda di vent’anni più grande, che lo denuncia per maltrattamenti in famiglia. Tenta anche di sfregiare con l’acido la sua attuale compagna, e minaccia la ex. È stato rimpatriato l’11 gennaio, dopo un lavoro d’inchiesta in sinergia tra il commissariato Garibaldi Venezia e l’ufficio Immigrazione della questura di Milano. Tossicodipendente e alcolista, ha provato invano a non salire sull’aereo inscenando anche malori, ma è stato imbarcato su un volo di linea Alitalia scortato dalla polizia. Dopo uno scalo a Fiumicino, è atterrato in Tunisia, affidato alle forze dell’ordine del posto con il divieto di rientrare in Italia.

Aggressioni precedenti – Secondo la ricostruzione della polizia, il tunisino sbarca in Italia e si ferma a Lampedusa, dove viene arrestato una prima volta per aver aggredito con un coltello l’autista di un autobus. Lascia la Sicilia e parte alla volta del Lazio, ma a Roma aggredisce un turista russo spaccandogli la mandibola. Haddaji Sallem finisce agli arresti domiciliari, e la vittima se la cava con trenta giorni di prognosi. Nei mesi successivi l’uomo aggredisce anche i carabinieri che si recano al suo domicilio per verificare che fosse in casa e non evaso. Successivamente viene di nuovo arrestato per un’aggressione in un pub. Lascia la capitale e si trasferisce a Livorno, dove viene denunciato per essere in possesso di numerosi alias. Nel 2015 arriva a Milano, in quartiere Porta Venezia. Una residente della zona, intimorita, fa un esposto in questura: il tunisino spaccia e si aggira in quartiere con atteggiamento violento. Grazie alla segnalazione, il 7 maggio 2016 Haddaji Sallem viene arrestato in flagranza di reato per spaccio: quando gli agenti si avvicinano per mettergli le manette ai polsi, lui gli si scaglia addosso armato con un bicchiere rotto.