Azzolina suona la campanella: dall’11 tutti in classe. C’è la data per le superiori. Da domani tocca a medie ed elementari

LUCIA AZZOLINA
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Per gli studenti italiani non sembra esserci pace, fra polemiche, rinvii, regioni in ordine sparso e comunicazioni contrastanti. Il rientro in classe doveva essere il 7 gennaio per tutti, poi i governatori – con il presidente del Veneto Luca Zaia in testa – hanno firmato proprie ordinanze per prorogare l’inizio delle lezioni in presenza e infine, nel consiglio dei ministri convocato il 4, si era deciso per lunedì 11.

A fare chiarezza ci ha pensato ieri, intervenendo a Rai news24, la titolare del dicastero competente, la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina: “Sulla riapertura degli istituti facciamo chiarezza: il 7 si ritorna a scuola e questa data è confermata, ritornano in classe 5 milioni di studenti del primo ciclo mentre l’11 gennaio è stato autorizzato l’ingresso anche per gli studenti delle scuole superiori, con una percentuale del 50 per cento in presenza. Si è deciso l’11 perchè attendiamo i monitoraggi regionali forniti dall’Istituto superiore di sanità e se ci sono regioni con alti contagi capisco che ci siano difficoltà, ma dove invece la situazione è migliore, le scuole devono restare aperte, stiamo parlando del futuro delle nostre generazioni”.

E ribadisce ancora una volta che “Sulla scuola non può esserci una battaglia politica, deve essere interesse di tutti, maggioranza e opposizione. L’Italia deve tornare ad essere un Paese per giovani”. A chiarire che la data dell’11 è stata scelta per venire incontro alle esigenze dei territori è stato anche il ministro Luigi Di Maio: “Azzolina era pronta ad aprire già il 7 ma ci è stato riferito che alcune regioni non erano pronte e ci hanno detto che l’11 era una data giusta. Tra pochi mesi è un anno che abbiamo dichiarato il primo lockdown- aggiunge- in alcune regioni i ragazzi non hanno mai incontrato i compagni di classe se non con le videoconferenze. è molto importante farle ripartire il prima possibile, se alcune regioni non sono ancora pronte noi diamo qualche altro giorno. Aspettiamo 3 giorni, ma lunedì si riparte davvero”.

Si inserisce nel dibattito anche il prof. Massimo Galli, primario infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano :“Per l’11 gennaio avremo idea del trend, se sarà a crescere oppure no e allora si faranno probabilmente anche valutazioni di altro genere – spiega Galli all’Adnkronos Salute – il concetto è che siamo in questo momento abbastanza sospesi per quanto riguarda i numeri e l’andamento della situazione”.

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