Ballottaggi da incubo. Renzi mette le mani avanti per non cadere: “Se perdiamo a Roma e Milano non mi dimetto”

dalla Redazione
Politica

Figuriamoci, la parola “dimissioni” è vietata dal vocabolario di Matteo Renzi. Quindi chi lo aspetta al varco ai ballottaggi di domenica 18 giugno è avvisato: “Se perdo a Roma e Milano non mi dimetto”, ha spiegato Renzi a OttoeMezzo su La7. Per prendere ulteriormente le distanze da eventuali fallimenti il premier ha spiegato che non parteciperà a iniziative elettorali nei prossimi giorni. Se si pensa all’effetto Napoli (fuori anche dal ballottaggio), totalmente fallimentare con la debacle di Valeria Valente, un po’ per scaramanzia, un po’ per le eventuali conseguenze, Renzi ha preferito fare un passo indietro e mettersi da parte. Ma il segretario del Pd non può certo far finta di ignorare problemi all’interno del partito che alla lunga rischiano di avere un effetto domino pure sul suo vero obiettivo: il referendum costituzionale. Se quella partita dovesse perderla, però, sarebbe costretto ad andare a casa, come confermato da Renzi stesso: “Il referendum è sulla Costituzione e siccome non sono qua perché ho vinto un concorso a premi (nemmeno le elezioni, ndr), se perdo cambio mestiere. C’è stato un sistema che ha visto sindacalisti, in alcuni casi giornalisti, politici, consiglieri regionali… Io credo”, ha continuato Renzi, “che la riforma costituzionale non sia la migliore del mondo, ma consente all’Italia di iniziare il futuro. Se attacchi la casta sarà più semplice avere un sistema che funziona”. E a proposito di casta, quanto si risparmierebbe davvero? Oggi nel question time ha provato a rispondere il ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi. Ma non è riuscita proprio a convincere gli ascoltatori (LEGGI QUI L’ARTICOLO) Un Renzi a 360 gradi ha fatto sapere anche di aver sentito Fedele Confalonieri per accertarsi sulle condizioni di salute di Silvio Berlusconi: “E’ fuori pericolo”, ha annunciato a  OttoeMezzo. E, ancora, sulla scelta di Giampiero Ventura alla guida della nazionale di calcio ha smentito le indiscrezioni del Fatto Quotidiano che parlavano di interferenze di Palazzo Chigi sulla scelta del ct, secondo cui il Giglio Magico avrebbe preferito l’ex Fiorentina Vincenzo Montella.