Banca Etruria, il terremoto continua: indagati ex vertici dell’istituto. Conflitto d’interessi per l’ex presidente e un ex membro del Cda

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Mentre nel tritacarne della politica è finita il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, per il decreto salva banche e il suo presunto conflitto d’interessi con Banca Etruria, l’inchiesta va avanti. Con nuovi indagati. Si tratta dell’ex presidente di Banca Etruria, Lorenzo Rosi, e dell’ex membro del Cda Luciano Nataloni. Entrambi risultano indagati nel terzo filone d’inchiesta aperto dalla procura d’Arezzo sui vertici dell’Istituto. Le accuse nei loro confronti nascono dalla relazione di Banca Italia che a febbraio 2015 commissariò Banca Etruria.

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera l’accusa nei loro confronti è quella di “omessa comunicazione di conflitti di interessi”. La tesi dei magistrati è che i due avrebbero sfruttato per vantaggi personali il ruolo che ricoprivano all’interno della banca. Ma l’inchiesta promette scintille e presto potrebbe arricchirsi di nuovi particolari e, forse, nuovi nomi coinvolti. Il Corriere della Sera parla di vertici e altri componenti del Cda che potrebbero finire nel mirino dei magistrati visto che le indagini del nucleo Tributario della Guardia di Finanza sono ancora in corso.

Il periodo di tempo esaminato va dal 2013 al 2014, quando il vicepresidente era Pier Luigi Boschi, padre di Maria Elena, che quando era membro del Cda (dal 2011) era stato sanzionato da via Nazionale insieme ad altri componenti per carenze di organizzazione e controlli interni, violazioni in materia di trasparenza e omesse o inesatte segnalazioni.