Banche, M5S: “Subito rimborsi ai truffati e Commissione d’inchiesta”. Di Maio: “Il Mef firmi il decreto. Su questo punto non accetteremo compromessi”

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“Il rimborso ai truffati dalle banche deve arrivare subito, auspichiamo che il Mef firmi il decreto celermente. Ma non possiamo perdere altro tempo anche sul tema della trasparenza in merito a quelle truffe che hanno messo sul lastrico migliaia di famiglie. La sentenza della Corte Ue ha stabilito chiaramente che sul caso Tercas si sarebbe potuto utilizzare il Fondo interbancario, il che significa che anche Banca Etruria e gli altri 3 istituti commissariati avrebbero potuto essere ricapitalizzati dallo stesso Fondo”. E’ quanto affermano in una nota congiunta i deputati del M5S in Commissione Finanze.

“Il MoVimento 5 Stelle – proseguono – era stato vigile al tempo ma la nostra proposta fu rispedita al mittente. Si sarebbe potuto salvare il benessere economico, familiare e sociale di tantissime persone ma, come tutti sappiamo, purtroppo sono state fatte altre scelte. I responsabili di quella vicenda sono dunque chiamati a risponderne, perché come evidenziato dalla stessa ABI i danni provocati da quelle scelte hanno portata miliardaria. Commissione europea, Governo PD e Banca d’Italia facciano chiarezza una volta per tutte sulle rispettive responsabilità e risarciscano chi è stato danneggiato. Si tratta di una pagina vergognosa della storia del nostro Paese che non può essere lasciata impunita. La Commissione d’inchiesta sulle banche deve partire subito per fare chiarezza su quelle incresciose vicende”.

“Presenteremo degli emendamenti decisivi – aggiungono dal M5S -, che rispondono a battaglie storiche del Movimento 5 stelle in tema di banche, nei prossimi provvedimenti. Ci riferiamo all’inasprimento delle pene per i reati bancari, al tetto per il compenso dei manager di banche partecipate dallo Stato, allo co-azione da parte dei manager per riparare eventuali futuri danni da parte della gestione della banca, alla trasparenza sui crediti deteriorati. Impediremo le porte girevoli tra autorità vigilanti e banche vigilate. E’ assurdo che chi compie truffe bancarie rischi di cavarsela solo con 3 mesi di carcere. E’ arrivato il momento di riformare le regole sulla vigilanza bancaria sia in Italia che in Europa”.

“Qui – ha detto parlando dello stesso tema il vicepremier e leader del M5S Luigi Di Maio – non basta che il Mef firmi subito il decreto per rimborsare i risparmiatori truffati dalle banche. Qui bisogna anche fare chiarezza su come quelle povere famiglie sono state truffate. Il rimborso deve arrivare subito, questo non va messo nemmeno in discussione, ma bisogna lavorare anche ad altro. Nemmeno qualche giorno fa, i giudici europei, hanno detto che sul caso Tercas si sarebbe potuto utilizzare il Fondo interbancario, il che significa che anche Banca Etruria e gli altri 3 istituti commissariati avrebbero potuto essere ricapitalizzati dallo stesso Fondo, proprio come aveva proposto allora il MoVimento 5 Stelle”.

“C’era una strada che avevamo tracciato – ha detto ancora Di Maio -, che avrebbe evitato di colpire i risparmiatori e distruggere migliaia di persone, ma nessuno la seguì. Ora io voglio che la Commissione di inchiesta sui truffati dalle banche parta. Non possiamo aspettare altri 2, 3, 4 mesi. Dobbiamo portare in audizione gli attori coinvolti in quel disastro. Dobbiamo capire cosa accadde. E dobbiamo parallelamente e velocemente riformare le norme a tutela di risparmiatori e investitori”.

“Servono pene severe per chi manipola i mercati, per chi compie truffe bancarie e che ad oggi, sorprendentemente, secondo le normative vigenti, rischia di cavarsela solo con 3 mesi di carcere. Tre mesi, ma ci rendiamo conto? E’ assurdo! Noi invece vogliamo portare la pena minima a 4 anni – conclude il leader della Lega -, vogliamo che quanto verificatosi non si ripeta mai più. Vogliamo cambiare le cose. Vogliamo riformare le regole sulla vigilanza bancaria sia in Italia che in Europa e maggiore chiarezza sulle regole in tema di ‘aiuti di Stato’. Lo dico forte e chiaro: su questo punto non accetteremo compromessi. Invito il Mef a firmare subito il decreto e su tutto il resto mettiamoci al lavoro. Con responsabilità e senso dello Stato, mettendo da parte le parole. E arrivando ai fatti”.