Banchi, distanziamento e mascherine. I presidi dettano le condizioni per gestire il rientro a scuola. Maggiori risorse, immunità penale e decisioni condivise con le Asl

dalla Redazione
Cronaca

Dalle regole “per evitare assembramenti durante l’accesso, l’uscita e la frequentazione degli spazi comuni”, all’inviduazione di “un locale interno per l’accoglienza degli eventuali casi sintomatici o sospetti”. Sono solo alcune delle misure contenute nel vademecum predisposto l’Associazione Nazionale Presidi in vista dell’avvio in sicurezza del prossimo anno scolastico.

Il documento parte soprattutto dalla necessità di “individuare gli spazi disponibili per la occupazione standard, commisurata al rispetto della distanza di sicurezza, ovvero un metro da bocca a bocca”, prevedendo anche la possibilità di richiedere all’ente proprietario “la disponibilità di spazi alternativi per la mensa o di differenziazione della erogazione del servizio su un maggior numero di turni o di eventuale ricorso alla fornitura di pasti preconfezionati”.

E nel caso di disponibilità di spazi ulteriori, si sottolinea la necessita’ di individuare “l’organico necessario, in seguito ad eventuali necessari sdoppiamenti di classi”. Nel caso in cui non siano disponibili spazi ulteriori, invece, si suggerisce di “rimodulare tempestivamente le attività didattiche nelle aule secondo modalità alternative di erogazione del servizio, anche predisponendo le condizioni per alternare attività didattiche a distanza con attività in presenza”.

Sul fronte delle misure di prevenzione protezione igienico-sanitarie, le linee guida messe a punto dall’Anp suggeriscono di “determinare percorsi differenziati di entrata e di uscita con segnaletica orizzontale e verticale”. E ancora, di “disporre gli incarichi, i calendari e gli orari per i collaboratori scolastici per la pulizia approfondita con detergenti e per l’igienizzazione con prodotti virucidi dei locali e delle superfici”, e di “prevedere l’acquisto, la distribuzione e il ricambio dei dispositivi di erogazione del liquido disinfettante, da distribuire con regolarità nell’ambito degli ambienti scolastici”.

Tra gli avvertimenti, anche quello di “predisporre il locale interno per l’accoglienza degli eventuali casi sintomatici o sospetti” e di “acquistare e organizzare la distribuzione di mascherine e di altri dispositivi di protezione individuale necessari per i dipendenti e per gli studenti in condizione di lavoratori (laboratori e pcto), e per i docenti di sostegno”. Le indicazioni non si fermano qui ma ipotizzano anche la previsione dell’impegno da parte delle famiglie “a misurare la temperatura e a non mandare a scuola i figli in caso di sintomatologia respiratoria o di temperatura corporea superiore a 37,5°”.

“I dirigenti scolastici chiedono risorse adeguate per organizzare e gestire al meglio il rientro a scuola in sicurezza. Servono locali, banchi monoposto e un ampliamento dell’organico – spiega il presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, Antonello Giannelli (nella foto)-. Non si devono vanificare gli enormi sforzi profusi dai Presidi, dai loro collaboratori, dal Ministero e dai suoi uffici territoriali, dagli enti locali affinche’ la ripartenza avvenga per tutti nella massima sicurezza – aggiunge -. Ora, per esempio, i Dirigenti chiedono di conoscere con urgenza il calendario di consegna dei banchi monoposto. Non e’ possibile che lo vengano a sapere all’ultimo momento: l’organizzazione richiede tempo”.

“Abbiamo chiesto – ha detto ancora il presidente dell’Anp all’Ansa – prima della riapertura delle scuole di rivedere la responsabilità penale imputabile ai dirigenti scolastici in relazione alla sicurezza sugli ambienti di lavoro. Il covid è equiparato a un incidente sul lavoro. Se il dirigente scolastico attua il protocollo sanitario allora non gli si deve imputare nulla. Non parliamo di scudo penale perché quello fa riferimento a soggetti che hanno commesso reati, e i presidi non sono delinquenti o malfattori”.

Giannelli conclude sottolineando che “è impensabile che la mascherina sia l’unica arma di difesa dal contagio, perché sappiamo benissimo quanto sia faticoso – per gli alunni e per il personale – indossarla per ore”. “Siamo al lavoro da mesi per il rientro a scuola di tutte le studentesse e di tutti gli studenti. E’ una priorita’ assoluta del Governo perché è una priorità di tutto il Paese. Dal primo settembre le scuole apriranno per chi è rimasto più indietro. Dal 14 riprenderanno ufficialmente le lezioni”, scrive in un post su Facebook la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina.