Banco Popolare e Bpm. Oggi la verità sulla fusione. Piazza Affari scommette sul via libera dei due Cda. Lo scoglio resta l’aumento di capitale chiesto dalla Bce

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di Monica Tagliapietra

Potrebbe essere oggi il giorno della verità per la fusione tra Banco Popolare e Banca Popolare di Milano, operazione che farebbe nascere il terzo gruppo bancario per dimensioni in Italia. Ieri la Borsa è sembrata molto fiduciosa sul buon esito dell’integrazione e i titoli dei due istituti hanno messo a segno importanti guadagni, col Banco che ha chiuso a +5,92% e Bpm a +3,37%, di gran lunga sopra la media di giornata dell’indice principale (Ftse Mib +0,46%). Evidentemente si è scommesso su una svolta nelle trattative, che sarebbe arrivata in un weekend di trattative serrate, dopo la richiesta di maggiore capitale arrivata dalla Bce (si veda l’anticipazione de La Notizia del 2 marzo scorso). Aumento di capitale che potrebbe oscillare tra i 500 milioni e il miliardo. Oggi pertanto si tengono le riunioni cruciali dei rispettivi board, sui quali è calata venerdì scorso la benedizione del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan.

IL GOVERNO BENEDICE
In una sua dichiarazione ufficiale il ministro aveva sottolineato “la determinazione del management di Banca Popolare di Milano e Banco Popolare a procedere nell’operazione di fusione, con il soddisfacimento di tutti i requisiti indicati dalla Bce per il via libera”. Una posizione letta dagli osservatori come un sigillo politico per evitare altri intoppi nel riassetto delle due popolari. Dall’assemblea del Banco Popolare di sabato è stata confermata la volontà di arrivare a una fusione “in tempi brevi” ma restano i nodi legati ai paletti imposti dalla Banca centarle europea e in particolare al rafforzamento patrimoniale del nuovo istituto nato dalla fusione. In tal senso il ceo del Banco, Pier Francesco Saviotti ha spiegato che ci si sta avvicinando alle richieste Bce e non ha escluso il ricorso a un aumento di capitale. “Riteniamo – hanno sottolineato all’agenzia di stampa Radiocor gli analisti di Banca Imi – che i consigli di amministrazione di domani (oggi, ndr) potrebbero annunciare il proseguimento delle trattative. Riteniamo anche – hanno aggiunto gli stessi analisti – che l’annuncio di un aumento di capitale possa penalizzare i titoli” in Borsa. Per questo motivo, gli occhi degli operatori sono puntati sulle possibili azioni alternative di rafforzamento del capitale attraverso la vendita dei non performing loans, la cessione di asset come Aletti gestielle e la banca depositaria, emissione di strumenti Tier 2, il ricorso a convertibili o warrant nonchè collocamenti privati di azioni a specifici investitori istituzionali.