Banksy è il leader dei Massive Attack? Le opere del writer spuntate sempre a ridosso dei concerti del gruppo di Bristol. E intanto a Roma è record di visitatori

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Banksy è il leader dei Massive Attack? Pare proprio di sì. Il mistero intorno all’identità del writer più famoso al mondo (e ignoto al mondo) pare sia terminato.

Ad aggiungere un nuovo filone alle teorie su chi sia Banksy ci pensa oggi il Daily Mail che riporta l’inchiesta condotta dal reporter Craig Williams. Secondo il giornalista, Banksy, il più importante esponente della cosiddetta street art, non sarebbe altri se non Robert Del Naja, meglio conosciuto come 3D, il leader dei Massive Attack.

Secondo Williams, infatti, tutte le opere di Banksy – sempre tese tra ironia e irriverenza, malinconia e verità  – sarebbero comparse in luoghi dove da lì a poco o poco tempo prima aveva suonato il gruppo di Bristol e ci sono prove che confermano il fatto che lo stesso Banksy sia cresciuto a Bristol.

3D, tempo fa, aveva ammesso di conoscere il writer misterioso, ma non aveva voluto svelare la sua vera identità e Banksy, a sua volta, aveva fatto sapere di farsi ispirare anche dalla musica dei Massive Attack.

Ma l’inchiesta di Williams è, almeno per ora, da prendere con le pinze. Secondo altri studi Bansky sarebbe, invece, l’artista inglese Robin Gunningham, mentre c’è anche chi sostiene che si tratti di una donna o di un collettivo di artisti.

Il mistero, comunque, rimane. Almeno finché non sarà lo stesso Banksy a pronunciarsi. Cosa che, obiettivamente, resta almeno a oggi impensabile.

Ma, aldilà dell’identità del writer, la sua fama resta sempre la stessa. E la mostra-evento dedicata alle opere di Banksy, ideata, promossa e realizzata dalla Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo e dal suo Presidente, Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele, ne è l’esempio: 2.702 visitatori in un solo giorno. L’ultimo disponibile per non perdere l’opportunità di ammirare Guerra, Capitalismo & Libertà.

unnamedMa non è tutto. Gli oltre 5.000 biglietti staccati soltanto nello scorso weekend hanno portato il conto alla cifra totale di 94.045, un numero strabiliante nel panorama dell’arte contemporanea europea, che negli ultimi anni non ha eguali per quanto riguarda le mostre degli artisti in attività.

Nell’analisi dei flussi dei visitatori alla mostra va sottolineato che la maggior parte (il 51%) è costituita da cittadini stranieri, con una prevalenza che solo nel rush finale degli ultimi giorni si è attenuata. Nei caldi mesi estivi Guerra, Capitalismo & Libertà ha catalizzato l’attenzione dei turisti internazionali, costituendo elemento di attrazione nella scelta di un soggiorno nella capitale italiana, con un indotto rilevante per tutto il tessuto economico della città. La media giornaliera di 913 persone paganti ha portato il Museo della Fondazione Terzo Pilastro a Palazzo Cipolla, per oltre tre mesi, a raggiungere i livelli di visita delle più prestigiose sedi espositive italiane.

Guerra, Capitalismo & Libertà è stato un evento culturale unico e probabilmente irripetibile, che apre nuovi scenari nel campo delle mostre di arte contemporanea, grazie a un esteso corpus artis sull’artista di strada Banksy proveniente da collezioni private internazionali, con dipinti originali, stampe, sculture e oggetti rari, molti di questi mai esposti in precedenza. Una mostra no-profit – concepita e fortemente voluta dal Presidente Emanuele – che ha costituito un esauriente compendio dell’attività di una delle figure più discusse, dibattute e acclamate dei nostri tempi. L’anonimato di Banksy, che ha catturato l’attenzione del pubblico internazionale già dalla fine degli anni Novanta, e il suo rifiuto a conformarsi spiegano la difficoltà a inquadrare e definire un artista di tale portata; proprio per questo non è mai stata ospitata prima, all’interno di un museo privato, una così esaustiva esposizione delle sue opere.