Barracuda. Se anche il direttore della Tv Antimafia Pino Maniaci va in cortocircuito e parla come un boss

Ho fatto il tifo per Pino Maniaci, lโ€™uomo giusto di Partinico. Mi sono commossa ascoltando sua figlia Letizia, al suo fianco nel lavoro in televisione.

โ€œDimmi se sai anche camminare. Contare e camminare insieme a cantare. La storia di Peppino e degli Amici Siciliani. Uno, due, tre, quattro, cinque, dieci, cento passi.โ€ Sono i versi la canzone dei Modena City Ramblers dedicata ad un uomo simbolo dellโ€™antimafia. Ma quella vera, Peppino Impastato. Usata spesso come sottofondo per introdurre le interviste a Pino Maniaciย indagato per estorsione dalla procura di Palermo perchรฉ chiedeva denaro ai sindaci e assessori in cambio di โ€œsilenziโ€, ma fino a qualche giorno fa, un simbolo dellโ€™antimafia piรน incorruttibile e resistente.

Forse in altri momenti, senza i video o le intercettazioni, si sarebbe potuto urlare al complotto, alla persecuzione mafiosa, cercando di recuperare consensi. Ma non in questo momento. E ciรฒ che resta, da ciรฒ che abbiamo letto, ascoltato e visto รจ che Quei cento passi, Pino non li potrร  piรน contare.

Lโ€™ho intervistato, ho visitato la sede della sua piccola, immensa, televisioneTelejato, condotto con lui un telegiornale sulla legalitร , conosciuto la sua famiglia. La piรน piccola televisione del mondo che si occupava a tempo pieno dallโ€™antimafia.

Ha ritirato diversi premi, uno di questi intitolato ad uno dei giornalisti piรน rigorosi e coraggiosi che il nostro Paese ha lโ€™onore di ricordare: Mario Francese. Ucciso dalla mafia per le sue inchieste scomode.

E lui lโ€™ha ritirato.

Lo scrive anche Claudio Favaย sulla sua pagina Facebook:

โ€œVoglio che dica – a me e agli altri che in questi anni hanno messo la loro faccia accanto alla sua – se quelle trascrizioni sono manipolate o se รจ vero che allโ€™amica del cuore raccontava: โ€œโ€ฆa me mi hanno invitato dallโ€™altra parte del mondo per andare a prendere il premio internazionale del cazzo di eroe dei nostri tempiโ€.

Cazzo di eroe direbbe. Quanto male ci fa sapere che anche noi, un poโ€™, lo consideravamo un combattente. Senza epiteti perรฒ. Anzi. Con profondo rispetto.

VEDI QUI I VIDEO DELLE INTERCETTAZIONI

 

Quando lo hanno minacciato, incendiato la sua auto, lo hanno aggredito, siamo tutti stati dalla sua parte. Cosรฌ come hanno impiccato i suoi cani mi sono aggiunta agli appelli per rendere la sua protezione piรน efficace. Ed invece sembrerebbe che a farlo sia stato un uomo tradito, il marito dellโ€™amante di Maniaci.

Ho fatto il tifo per Pino, lโ€™uomo giusto di Partinico. Mi sono commossa e sinceramente ascoltando sua figlia Letizia, al suo fianco nel lavoro in televisione, da quando aveva sedici anni. I suoi fratelli, sua moglie. La conduzione familiare di un progetto unico, del quale avevamo bisogno di essere contagiati.

Quelle edizioni non ordinarie di informazione erano un baluardo per chiunque creda ancora che la resistenza, la bellezza, la legalitร , possano fare notizia. Cosรฌ come la denuncia, lโ€™opposizione piรน pura e pulita. Sana.

Ed invece รจ crollato un mito.

E se dovesse essere accertata la sua responsabilitร , se le accuse sollevate nellโ€™indagine dovessero essere confermate, anche io mi sentirei sconfitta ancor prima di essere ingannata.

โ€œQui comando ioโ€ avrebbe detto in una intercettazione. Una frase grave, che siamo purtroppo abituati ad ascoltare da capi mafia, boss. Non dal direttore Pino Maniaci.

Che certi linguaggi li traduce, li ha sempre denunciati, contrastati. Non puรฒ averli utilizzati senza conoscerne le conseguenze. Senza attribuire il giusto peso e valore.