Base leghista in rivolta, no all’uomo dei poteri forti. Il Capitano assediato sui Social. Domina l’hashtag #elezionisubito. Gli elettori contro l’ex presidente Bce

MATTEO SALVINI
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Il leader della Lega Matteo Salvini, su consiglio del bocconiano Giancarlo Giorgetti ma anche di molti amministratori leghisti – uno su tutti il governatore veneto Luca Zaia – sta per varcare il rubicone, almeno stando alle dichiarazioni della vigilia, e oggi probabilmente uscirà dalle consultazioni con il premier incaricato Mario Draghi annunciando il Sì del suo partito ad un esecutivo politico, cioè con la possibilità di avere al proprio interno ministri targati Lega, guidato dall’ex presidente della Banca centrale europea ed ex governatore di Bankitalia. Eh già, perchè Super Mario è un uomo dei “poteri forti”, è un europeista convinto, ed è stato tra i massimi dirigenti della banca d’affari Goldman Sachs. E come ben sanno molti nella “base leghista” dei duri e puri – quelli del pratone di Pontida, per intenderci – nel giugno del 1992 Draghi era a bordo del famigerato yacht Britannia, che per un certo filone di pensiero complottista è l’emblema dell’assalto dei “poteri forti globali” alla nostra Penisola. è colui che ha contribuito alle “privatizzazioni”, “amico della Merkel”, “tale e quale a Monti”. Questo è quello che si legge commenti sui social del Capitano il quale, , solo sulla sua pagina ufficiale di Facebook – senza contare gruppi e fanpage vari – è seguito da quasi quattro milioni e mezzo di followers. “Non ci fidiamo dei banchieri, dell’europa, del PD, dei 5s, di Leu, di Iv, nè del PDR (presidente della Repubblica, ndr)… Basta fare degli esperimenti di governo ammucchiati… Alla fine paghiamo semptre noi cittadini… Ora basta!!! #elezionisubito”, scrive una militante, una delle più assidue, sotto un post in cui Salvini ieri scriveva che avrebbe parlato a Draghi “della sua idea di Italia”, spiegando che la Lega non avrebbe potuto dire “sì o no a prescindere in un momento in cui l’interesse del Paese deve venire prima dell’interesse dei partiti”. Perfetto, ma vallo a spiegare a chi per anni ha abboccato alle promesse di Italexit, portate avanti da due illustri esponenti leghisti come Borghi e Bagnai ma anche dallo stesso segretario che innumerevoli volte ha tuonato contro l’Europa cattiva,l’Europa dei banchieri (come Draghi), l’Europa della Troika nemica dei popoli. La narrazione sovranista si è nutrita di questi slogan, li ha fatti propri e li ha inculcati nella base. Per non parlare del mantra “elezioni subito”: si sprecano le dichiarazioni del leader leghista sulla necessità dello scioglimento immediato delle camere. Ah la coerenza… Non a caso un utente scrive: “Sì, sì, voi appoggiate pure Draghi… Però noi alle prossime elezioni che ci saranno concesse faremo la croce sulla Meloni!! fate voi eh”. E ancora: “Quindi andresti a governare con chi ti ha mandato a processo?”. Ma gli attacchi più duri sono per Draghi: “Con Draghi non si discute, sappiamo chi è”, “Appoggia Draghi con il tuo amico Renzi, vedrai quanti consensi perdi”, “State fuori dai governi con gente come Draghi, Monti e altri tecnici che non hanno in mente null’altro se non svendere le aziende pubbliche e mettere tasse su tasse”. E, appunto, ecco qua il Britannia:“Elezioni subito. Non facciamo l’ennesino favore alla finanza speculativa. Non dimenticatevi del Britannia e della letterina Draghi Trichet”. I commenti lasciati sui post degli ultimi giorni sono ovviamente migliaia, ma la maggior parte è di questo tenore.