Bassetti & Co, la scienza ai tempi delle Covid Star. Grazie ai virologi in Tv la credibilità della categoria è ai minimi storici

Matteo Bassetti
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Clamoroso battibecco a Coffè Break (La 7) tra Dino Giarrusso, eurodeputato M5S, e l’infettivologo di Genova, Matteo Bassetti. Giarrusso ha definito, giustamente, Bassetti Covid Star, termine di cui rivendichiamo la primogenitura proprio da queste pagine, dichiarando che si fida molto di più della presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, che di lui che attaccava il governo sul piano vaccini. La von der Leyen ha infatti elogiato a metà febbraio il piano vaccini di Italia, Danimarca e Polonia.

A questo punto il medico genovese ha perso le staffe, strabuzzando gli occhi e fumando dalle nari spalancate come un Minotauro a cui abbiano pestato i “gioielli di famiglia”, dicendo che lui stava “lavorando” e che l’ex Iena si doveva solo “vergognare!”. Iena (lo si è per sempre come i sacerdoti) che non ha a sua volta gradito l’invito a vergognarsi e che ha reagito dicendo al medico di non fare il politico perché non ci capiva niente. Ciliegina sulla torta è stata però una perfida puntata in campo medico di Giarrusso che si era preparato un micidiale fogliettino con pregresse imbarazzanti dichiarazioni di Bassetti sul Covid.

In queste dichiarazioni l’infettivologo sminuiva l’importanza del Coronavirus degradandolo a qualcosa di simile ad un comune raffreddore e non certo a una peste. A questo punto la Covid Star ha accusato il colpo e grattandosi imbarazzato il capo lucido come una biglia brillantinata ha replicato che si trattava di dichiarazioni risalenti al 18 febbraio 2020, tempi in cui del virus non si sapeva niente. Ed allora – diciamo noi – perché non ha taciuto? Intendiamoci, di figuracce su questo tema ne hanno fatte in molti, ma poi lui è diventato famoso come esperto e questo non va bene se uno manco azzecca la diagnosi di base.

Ha fatto bene quindi Giarrusso ad intervenire veementemente per arginare un fenomeno mediatico assolutamente fuori controllo e che ha preoccupato anche il premier Mario Draghi. Il caso delle Covid Star, infatti, è sì mondiale, ma in Italia, come al solito, ha attecchito più che negli altri Paesi. Molti di questi professoroni vanno in Tv a pontificare e spesso dicono uno il contrario dell’altro beccandosi, tra l’altro, come i polli di Renzo nei Promessi Sposi. Se questo comportamento è deprecabile in tempi normali figuriamoci ora in piena pandemia in cui la gente ascolta informazioni contraddittorie e perde così fiducia nella scienza.