Basta con gli annunci, il Paese sta crollando

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Dalla Redazione

Non accadeva dal 1959. L’Italia dopo oltre 50 anni è in deflazione. Le stime preliminari dell’Istat del mese di agosto, rilevano che l’indice nazionale dei prezzi al consumo, al lordo dei tabacchi, è aumentato dello 0,2% rispetto al mese precedente e diminuito dello 0,1% nei confronti di agosto 2013. Dinamiche da imputare principalmente all’accentuarsi della flessione del costo dei carburanti. I prezzi dei beni energetici non regolamentati, infatti, sono diminuiti dell’1,2% rispetto al 2013 (dal +0,4% di luglio), con la benzina in calo dello 0,9% e il gasolio dell’1,7%.

Nel secondo trimestre del 2014 il prodotto interno lordo è diminuito dello 0,2% sia rispetto al trimestre precedente, sia nei confronti del secondo trimestre del 2013. Il Pil quindi è risultato negativo per due trimestri consecutivi (-0,1% nel primo trimestre). Il calo congiunturale del Pil, rimarca l’Istat, è la sintesi di andamenti negativi del valore aggiunto in tutti i principali comparti, con diminuzioni dello 0,8% nell’agricoltura, dello 0,5% nell’industria e dello 0,1% nei servizi.

Ma l’altra cosa che preoccupa è l’occupazione. A luglio gli occupati sono risultati 22 milioni 360 mila, in diminuzione dello 0,2% rispetto al mese precedente (-35 mila) e dello 0,3% su base annua (-71 mila). Il tasso di occupazione, pari al 55,6%, diminuisce di 0,1 punti percentuali. Questo il quadro dipinto dall’Istat. Rispetto al mese precedente ci sono 69mila disoccupati in più con un tasso di disoccupazione pari al 12,6%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 0,5 punti nei dodici mesi.

I dati resi noti oggi dall’Istat sulla disoccupazione sono “drammatici”,commenta il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, “Questa mattina è uscito un dato drammatico di -0,3% dell’occupazione. Siamo tornati ai punti peggiori di una disoccupazione al 12,7% e un disoccupazione giovanile al 43%”.”Dobbiamo riflettere – ha sottolineato Squinzi – e ritrovare la capacità di creare lavoro e questo può venire solo dall’impresa”.