Basta promozioni selvagge. Il Governo blocca le telefonate. Presentato il decreto che mette fine all’assedio. Creato un registro per difendersi dai call center

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Stop alle telefonate selvagge da parte di chi vuole pubblicizzare prodotti e servizi. Nonostante le mille scartoffie che tutti i cittadini sono costretti a firmare per via della normativa sulla privacy, non manca giorno che anche sui cellulari, numeri che dovrebbero essere riservati, si venga letteralmente presi d’assalto. Al lavoro come durante il tempo libero è tutta una chiamata, tanto dall’Italia quanto dall’estero, da parte di decine di operatori incaricati di far fare affari alle aziende e che si trasformano in molestatori seriali. Il Governo ha deciso di mettere un freno a tale stillicidio, mettendo a punto un decreto, presentato al Senato dal ministro per i rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, al fine di ottenere il parere da parte delle Commissioni competenti.

LA SVOLTA. Il provvedimento riguarda il regolamento per il registro pubblico dei contraenti che si oppongono all’utilizzo dei propri dati personali e del proprio numero telefonico per vendite o promozioni commerciali e sostituisce il decreto del Presidente della Repubblica del 7 settembre 2010, consentendo di non essere più tormentati sui telefonini oltre che sui numeri fissi e per posta. Con tanto di via libera già dato dall’Agcom e dal Garante per la privacy, oltre che dal Consiglio di Stato.

Il decreto è stato proposto dal premier Giuseppe Conte e dal ministro per lo sviluppo economico Stefano Patuanelli (nella foto), di concerto con i ministri per la digitalizzazione Paola Pisano e dell’economia e finanze Roberto Gualtieri. Un provvedimento relativo ai contatti telefonici e all’invio di posta cartacea per l’invio di materiale pubblicitario, le vendite dirette, il compimento di ricerche di mercato e le comunciazioni commerciali. In pratica tutte le mille chiamate che quotidianamente vengono fatte dai vari call center. Il registro per le opposizioni è istituito dal Mise e la gestione potrà essere affidata a terzi.

IL SISTEMA. Gli utenti che non intendono più essere subissati di offerte potranno iscriversi gratuitamente al registro, dichiarando così di opporsi all’utilizzo dei loro dati da parte di chi vuole proporre offerte o fare ricerche di mercato, e potranno farlo gratuitamente compilando direttamente un modulo elettronico sul sito web del gestore del registro o telefonando a un numero dedicato. Il “divieto” potrà poi essere revocato in qualsiasi momento dai diretti interessati. Iscrivendosi al registro, inoltre i cittadini revocheranno automaticamente tutti i vari consensi che, più o meno consapevolmente, avevano dato in precedenza.

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