Bastonato dal Colle e dagli alleati, Salvini è sempre più isolato. Sul governissimo Matteo scambia i sogni con la realtà. E dopo la Meloni prende altre sberle pure da Tajani

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Pur di tornare dal Governo, da cui lui stesso si è autoescluso quest’estate, è disposto a tutto. Pure al “governissimo” imbracando tutti, compreso l’altro Matteo. Ufficialmente la motivazione è la gestione dell’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus e le sue pesanti ricadute in termini economici che, a detta di Matteo Salvini, necessita di un “governo d’emergenza nazionale”, così come invocato anche da Renzi – che lo ha ribadito nelle sue e-news degli ultimi giorni ma anche all’assemblea nazionale di Italia Viva sabato scorso a Roma. In realtà per entrambe la motivazione è quella di mandare a casa Giuseppe Conte, da mesi nemico pubblico numero 1 per il leader della Lega – dal famoso, durissimo, discorso del premier in Senato che si si rivolse all’allora alleato con toni aspri e pieni di risentimento – e criticato nelle ultime settimane anche dal senatore di Rignano, con bordate quotidiane, dalla prescrizione in giù. Ma mentre Renzi è pur sempre in maggioranza – anche se con un ruolo che gli sta in questo momento molto stretto – Salvini è in grande affanno nonostante i sondaggi.

Il ruolo giocato dall’opposizione si sta rivelando meno proficuo del previsto (vedi la bruciante sconfitta in Emilia Romagna e gli errori di comunicazione che si stanno susseguendo in questi mesi) e ha così deciso di giocare a carte scoperte, recandosi personalmente al Quirinale, ufficialmente per illustrare le proposte economiche della Lega, “rilanciare il nord” e far ripartire il Paese, ufficiosamente (ma neanche troppo velatamente) per chiedere la testa di Conte e proporre un esecutivo in cui imbarcare tutti, per poi arrivare al voto in autunno. Ipotesi irricevibile da parte di Mattarella, che ha rimandato al mittente l’ipotesi. Con una certa irritazione, peraltro. Irritazione espressa anche da Giorgia Meloni: “Salvini ha mille doti, alcune anche nascoste. È così imprevedibile, ipercinetico. Non so cosa abbia detto a Mattarella. Ma io sono tradizionalista: il nuovo governo passa per le urne”, esprimendo chiaramente tutta la sua avversione nei confronti del Governo Conte ma ribadendo con altrettanta fermezza la sua assoluta contrarietà “all’inciucio” con Renzi e a qualsiasi ipotesi di grande ammucchiata.

Del resto la posizione della leader di FdI è sempre stata chiara e coerente: lo fu già quando il suo alleato leghista tirò fuori lo scorso dicembre l’idea di un “comitato di salvezza nazionale”. Anche Forza Italia chiude la porta a qualsiasi ipotesi del genere e Antonio Tajani, chiarisce una volta per tutte: “La proposta di Salvini di unità nazionale è ormai un periodo ipotetico dell’irrealtà, non c’è più sul tavolo…’’. Un concetto ribadito dalle parti di Arcore, dove rilanciano le parole usate da Silvio Berlusconi: “Non bisogna confondere la collaborazione istituzionale offerta da FI per l’emergenza Coronavirus con il sostegno al governo’’. Nonostante il Capitano anche ieri abbia chiarito, nel corso di una diretta Facebook, di non sognare “Inciuci con Pd, 5 Stelle e Renzi” ma di avere comunque “il diritto di far di tutto per mandare a casa il signor Conte il prima possibile” la politica, tuttavia, si interroga sulle mosse dei due “Mattei”, anche alla luce dei retroscena alimentati dal fuorionda del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana che vorrebbero l’ex rottamatore in procinto di stringere un patto con Salvini in funzione anti-Conte. Smentito poi da Renzi stesso, le cui intenzioni, spiega, sarebbero state solo quelle “di dare una mano” sulla difficile situazione che sta vivendo in queste ore la regione governata dal leghista.