Battaglia sulle intercettazioni. Dopo il caso Crocetta in molti tifano per il bavaglio. Ma Orlando assicura: “Non colpiremo la stampa”

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Si apre la settimana decisiva per il ddl sulle intercettazioni con le rassicurazioni del ministro della Giustizia, Andrea Orlando: “Polemica eccessiva non c’è nessuna volontà di colpire l’informazione”. La soluzione indicata sembra andare nella direzione di favorire la clausola di salvaguardia per i giornalisti: “Era quello che avevamo auspicato, cercando di spiegare meglio i caratteri delle attività fraudolente e quindi anche quali sono i soggetti titolati a esercitare un qualche modo quella funzione”.

A far discutere è l’emendamento presentato dal centrista Alessandro Pagano (e approvato in Commissione Giustizia alla Camera) che prevede il carcere per le intercettazioni rubate, una stretta sulle conversazioni “carpite in modo fraudolento con registrazioni o riprese” (con il rischio di carcere fino a 4 anni). Le opposizioni sono pronte a fare ostruzionismo. Partito l’esame della legge delega sulla riforma del processo penale. Nel primo pomeriggio scade il termine per gli emendamenti. Non è escluso un rinvio a settembre dell’esame del provvedimento.