Beffa Costituzionale. Il governo spende un milione di euro per celebrare la Carta che vuole cambiare

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Chissà se, quando cominceranno gli incontri in programma per festeggiare i 70 anni della Carta Costituzionale, Matteo Renzi dirà anche che ha contribuito a modificare quella stessa Carta nel profondo (in caso di vittoria del Sì il 4 dicembre, ovviamente). Sembrerà paradossale, ma quello stesso Governo autore della riforma che mira a modificare la Costituzione, finanzierà per quasi un milione di euro una serie di eventi per commemorare quella stessa Costituzione che ora si vuole cambiare. Un giro tortuoso tanto tragicomico quanto, ahinoi, reale. Si dà il caso che il 27 dicembre 2017 ricorreranno i 70 anni della nostra Costituzione. Era il 1947 di quel giorno, infatti, quando l’allora Presidente della Repubblica, Enrico De Nicola, appose la sua firma sulla nostra Carta, probabilmente ignaro che 69 anni dopo i cittadini italiani sarebbero stati chiamati a decidere se cambiare tratti salienti del meccanismo legislativo deciso dai Padri Costituenti o mantenere lo status quo. Certo è che l’intenzione del Governo è quella di arrivare pronti al grande evento, magari tra un ringraziamento retorico a chi fu padre di quella Costituzione e un plauso sentito a chi poi l’ha cambiata.

MOSTRE E CONVENTION – L’unico dato concreto, per ora, è che la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha messo sul piatto quasi un milione di euro, tra mostre e serie di convegni. Per l’esattezza parliamo di 890mila euro. Partiamo dalla mostra. Secondo quanto risulta da un apposito bando di gara di Palazzo Chigi, è in programma una mostra interattiva “Comunicare la democrazia. Stampa e opinione pubblica alle origini della Repubblica” che si terrà presso Montecitorio dal 20 gennaio al 20 febbraio 2017, per poi emigrare al Palazzo Reale di Napoli dal 10 marzo fino al 28 maggio. Il Governo ha messo sul piatto, per questa nobile iniziativa, ben 134mila euro. Ma, come detto, non basta. Perché è bene anche divulgare e commemorare la Carta tramite appositi convegni. Nel programma governativo ne sono previsti dodici, uno specifico per ognuno dei “Principi fondamentali” (contenuti, appunto, nei primi 12 articoli della Costituzione). Sarà, peraltro, un programma itinerante. E così, ad esempio, si parlerà dell’articolo 1 a Milano, dell’articolo 3 (“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge”) a Reggio Calabria, dell’articolo 7 (“Lo Stato e la Chiesa cattolica sono indipendenti e sovrani”) a Roma, dell’articolo 11 (“L’Italia ripudia la guerra”) ad Assisi, e così via.

PIATTO RICCO – Ma passiamo al conto. Il giro di incontri, tra organizzazione e pubblicizzazione, avrà un costo che toccherà quota 735mila euro. Ma entriamo, a questo punto, ancora più nello specifico. Per dire: è previsto di portare in giro la Costituzione come una reliquia. E allora ecco la bella teca ad hoc di “cristallo antisfondamento”, che avrà un costo di ben 20mila euro. Ma non basta. Perché l’allestimento di ogni convegno dovrà prevedere moquette, faretti e adeguato sistema audio. E, ovviamente, il tutto dovrà essere coperto comunicativamente, tramite sito apposito e lavoro massiccio sui social, con tanto di – così è scritto nero su bianco sulla documentazione ufficiale – “creazione di contenuti virali”. Insomma, spam a più non posso. Ma non basta. Verranno poi assoldati anche un fotografo e un cameraman per immortalare ogni istante dei 12 convegni: a ciascuno andranno quasi 11mila euro. E, infine, non potevano mancare due splendide hostess che, per un impegno di 20 giorni complessivi, porteranno a casa 30mila euro. Il tutto, come detto, porterà a un esborso complessivo per Palazzo Chigi di 735mila euro. Che, insieme alla mostra interattiva, portano il conto a sfiorare il milione di euro. Non male per chi quella stessa Costituzione ora vuole stravolgerla.

Twitter: @CarmineGazzanni