Benzina di Stato, la torta degli appalti pubblici finisce sempre al Kuwait. Da sei anni il gruppo petrolifero dell’Emirato fa man bassa di commesse del Tesoro

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di Stefano Sansonetti

Un partner internazionale a dir poco presente. Al punto da inanellare un’impressionante serie di appalti italiani, quasi senza perdere un colpo. Quando si parla di carburante, nel Belpaese la Kuwait Petroleum sembra proprio sapere il fatto suo. Basti pensare all’ultimo capitolo scritto, a ridosso dell’estate, dalle parti del ministero dell’economia guidato da Pier Carlo Padoan. Si dà il caso che il gruppo petrolifero del Kuwait abbia fatto man bassa di una supercommessa predisposta dalla Consip, controllata da via XX Settembre e da poco guidata dal renziano Luigi Marroni, per la fornitura di carburanti alla Pubblica amministrazione nostrana.

I NUMERI
In ballo c’erano 5 lotti geografici per un valore massimo di 167,3 milioni di euro (corrispondenti a una fornitura potenziale di 239 milioni di litri). Ebbene, la Kuwait Petroleum si è aggiudicata la bellezza di 4 lotti su 5, per un massimale di incasso che può arrivare a 101,5 milioni di euro. L’unico lotto mancante è invece andato alla TotalErg, joint venture tra i francesi di Total e quel che rimane della Erg. I documenti della società del Tesoro spiegano che oggetto della convenzione, la cui durata è fissata in due anni, è “la fornitura di carburante per autotrazione, ossia benzina super senza piombo, gasolio, Gpl mediante Fuel Card”. Si tratta in pratica di tessere-carburante che “dovranno essere consegnate presso le sedi delle singole amministrazioni richiedenti”. Il carburante, infine, “dovrà essere somministrato presso tutti i punti vendita abilitati all’accettazione delle Fuel Card di cui l’aggiudicatario di ciascun lotto dispone sull’intero territorio nazionale”. Naturalmente il prezzo di fornitura al litro della benzina è estremamente più basso di quello di mercato, ma è proprio questa la prerogativa delle gare Consip, i cui maxivolumi hanno lo scopo di far risparmiare lo Stato. Qui semmai interessa far notare che Kuwait Petroleum non è certo nuovo a questo tipo di exploit, spesso in compagnia dei francesi di Total. Nella precedente edizione del bando, assegnato l’8 ottobre del 2012, erano in ballo 5 lotti per un massimale di 157 milioni di euro (197 milioni di litri). Il risultato è che due lotti sono andati a Kuwait Petroleum e tre a TotalErg. Ancora, il 29 ottobre del 2009, edizione ancora precedente del bando, il piatto offriva 6 lotti del valore massimo di 88 milioni di euro (176 milioni di litri).

NULLA CAMBIA
E anche in quell’occasione si è registrato un risultato simile: due lotti a Kuwait Petroleum, tre a quella che allora si chiamava Total Italia e uno alla Esso italiana. Insomma, come si vede negli ultimi 6 anni centinaia di milioni di euro sono affluiti alla casse delle stesse compagnie. Il Kuwait, peraltro, è un paese che intrattiene rapporti molto stretti con l’Italia. Basti pensare al fatto che qualche anno fa ha rilevato il 23% di Fsi Investimenti, ossia il veicolo di investimenti da 2,1 miliardi di dotazione che fa capo al Fondo strategico della Cassa Depositi e Prestiti, controllata dallo stesso Tesoro italiano. Insomma, il Kuwait investe soldi nel Belpaese, ma a quanto pare li recupera anche vincendo ricchi appalti pubblici.

Twitter: @SSansonetti

 

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