Bergoglio, tre anni in nome della povertà. Il regalo per l’anniversario: una visita ai clochard di Roma

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Il Papa che accoglie i clochard in visita alla cappella Sistina, che fa allestire per loro la barberia, un ostello di prima accoglienza, un ambulatorio. E il Papa che partecipa a Bogotà al secondo congresso mondiale dei movimenti popolari, ne ascolta le istanze per più di un’ora e parla loro per 55 minuti, un tempo più lungo di quello che dedicherà intervenendo all’Onu. E con le stesse parole della sua enciclica ricorda loro che il futuro “non è nelle mani dei potenti ma in quelle dei popoli”. Ci sono sempre i poveri, come soggetti e come interlocutori, con la stessa dignità dei potenti e dei grandi, al centro delle immagini del terzo anno di pontificato di Bergoglio, che si compie il 13 marzo. I poveri al centro e mai di lato. Così potrebbe essere sintetizzato il pontificato che sta portando avanti Bergoglio. Un pontificato nel nome della rivoluzione. Anche per l’opera di pulizia e trasparenza che sta portando avanti. Un’opera che ha incontrato pesanti scogli, emersi con i libri di Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi. Scogli, però, che pare ora Francesco voglia affrontare. Quasi come se i due libri siano diventati la nuova “agenda” del Papa. Non a caso l’ultimo provvedimento adottato da Bergoglio è finalizzato a una maggiore trasparenza nelle cause di santità. Tutto per evitare potenziali speculazioni, come denunciato dai due giornalisti. Insomma, l’opera di rinnovamento del Papa va avanti. Deve andare avanti, perché ancora tanto deve essere affrontato, a cominciare ad esempio dalla grana pedofilia. Per finire coi conti occulti del Vaticano. Temi per ora rimasti a margine.