Berlusconi ai servizi sociali

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di Lapo Mazzei

Al di là di tutti i se e i relativi ma del caso, un fatto è oggettivo: Berlusconi potrà fare campagna elettorale. Il sospiro di sollievo relativo alla cosiddetta “agibilità politica” – di fatto riconosciuta dalla sentenza – contenuto nelle dichiarazioni dei suoi legali è la sintesi dell’intera vicenda, che domani troverà la consacrazione nella presentazione delle liste per le europee. Ma tutto ciò sembra non bastare a strappare il sorriso a Berlusconi. Proprio nel giorno in cui i giudici di Milano mettono nero su bianco il permesso che potrà fare campagna elettorale e che potrà recarsi a Roma senza restrizioni dal martedì al venerdì, l’ex premier non nasconde ai suoi il proprio malumore. Anche agli avvocati impegnati a spiegargli che, nelle condizioni date, non si poteva ottenere di meglio, ha ripetuto la stessa litania. Parole che non riescono a lenire la ferita tutta psicologica del Cavaliere, sulla quale pesa l’umiliazione di doversi recare una volta la settimana alla Fondazione Sacra Famiglia di Cesano Buscone per svolgere l’attività di volontariato come «un condannato qualunque che va rieducato». Questo aspetto, racconta chi gli sta vicino, lo fa letteralmente «impazzire». Non solo. L’ex premier continua a sentirsi e a proclamarsi «orgogliosamente innocente», ma non può sopportare che passi l’idea di essere un individuo socialmente pericoloso che deve cambiare e imparare a comportarsi: «Non c’è da gioire – trapela dall’inner circle del leader azzurro – perché è una cosa di una pesantezza inaudita».
Già si immagina, il Cavaliere, i titoloni della stampa italiana e internazionale, la siepe di telecamere, il ludibrio a cui sarà esposto mentre varcherà la soglia della struttura per anziani disabili. La verità è che, nelle notti insonni delle ultime settimane, non ha mai smesso di sperare che venisse accolta la sua richiesta di scontare i servizi sociali presso una onlus da costruire a Macherio e di proprietà della famiglia per «motivare disabili fisici e psichici». E invece niente Arcore né Macherio.

Il lider maximo non ci sta
Ma a dare il là alla giornata è Massimo D’Alema, che prova a spezzare il feeling fra Renzi e l’ex premier. «Cittadini meno fortunati, meno ricchi e potenti per reati molto minori vanno semplicemente in prigione» tuona il lider maximo ospite di Bruno Vespa a “Porta a Porta”, dove parla anche della decisione del Tribunale di Sorveglianza di Milano di affidare Berlusconi ai servizi sociali. «È una decisione presa dalla magistratura con particolare attenzione al ruolo politico di Berlusconi: è comprensibile. Certo viene da pensare che cittadini meno fortunati, meno ricchi e potenti per reati molto minori vanno semplicemente in prigione. È una giustizia a velocità variabili». L’ex presidente del Consiglio precisa di essere solitamente «rispettoso nei confronti delle sentenze dei magistrati». In questo caso, però, l’impressione è che il Tribunale abbia avuto «una attenzione particolare al ruolo politico e pubblico di Berlusconi, non ha voluto precludergli» questa strada. «C’è però da pensare – osserva D’Alema – che i cittadini meno potenti di Berlusconi vanno semplicemente in prigione… Detto questo non credo che Berlusconi debba essere messo fuori dalla giustizia, io credo che Berlusconi debba essere messo fuori dalla politica perché è sempre meno capace di tenere e organizzare il centrodestra». Una sparata alla quale prova a fare il controcanto il deputato azzurro Luca D’Alessandro. «Se D’Alema si preoccupasse maggiormente della realtà giudiziaria e carceraria italiana scoprirebbe con sorpresa che l’affidamento in prova è previsto dalla legge per tutti coloro che hanno avuto condanne di lieve entità, come dimostrano le circa cinquanta richieste discusse dal Tribunale di sorveglianza di Milano lo stesso giorno dell’udienza di Berlusconi. E come dimostrano anche i dati forniti dal Sappe, non da un giornale di proprietà di Berlusconi, che parla di oltre 11 mila persone affidate in prova e di un totale di oltre 31 mila italiani che scontano la pena fuori dalle mura carcerarie (tutti potenti?)». Insomma, un botta e risposta che dimostra come la campagna elettorale sia già iniziata…