Berlusconi fuorigioco? Niente affatto

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di Lapo Mazzei

Lunedì di fuoco per Matteo Renzi. Dopo aver vinto le resistenze all’establishment, imponendo il suo schema del ‘cambia verso’ al vertice di società che rappresentano asset fondamentali per il Paese” come Eni, Enel, Finmeccanica, Poste – il presidente del Consiglio ha deciso a sorpresa di ricevere a palazzo Chigi nientemeno che Silvio Berlusconi. Di un secondo incontro tra i due, dopo quello alla sede del Nazareno dove era stato siglato il patto per le riforme elettorale e costituzionali, si vociferava da tempo. Ma resta significativo che sia avvenuto proprio nel momento in cui il presidente di Forza Italia si trova in una situazione di particolare debolezza. Tant’è vero che, intervistato da Bruno Vespa nel salotto di “Porta a porta”, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio riassumeva le ragioni dell’incontro Graziano Delrio proprio con il «nervosismo, anche comprensibile» dimostrato negli ultimi tempi dal Cavaliere: «Questo ha fatto sì che continuassimo a sentirci per mettere a punto il disegno delle riforme: è giusto per il bene del Paese che il leader si parlino e che continuino a parlarsi sul tema delle riforme».

A quattr’occhi
Rientrato a Roma ufficialmente per occuparsi delle liste europee (oggi a palazzo Grazioli è convocato il vertice definitivo per chiudere le candidature) Silvio Berlusconi si era occupato in giornata della delicata partita delle nomine pubbliche, con contatti continui con palazzo Chigi tramite il suo braccio destro Gianni Letta. Il nuovo incontro con Renzi ha avuto inizio una decina di minuti dopo le 21 presso la sede del Governo, anche se è stato fatto presente che non si è svolto nello studio del presidente del Consiglio ma nel suo appartamento personale.
Il faccia a faccia con il Rottamatore è poi servito essenzialmente per parlare a quattr’occhi delle riforme ed in particolare di quella del Senato, tenendo conto dei mal di pancia di Forza Italia al Senato. E che il clima si vada surriscaldando lo dimostra anche l’affondo dell’esponente azzurro Renato Brunetta che ha messo nel mirino il «grave silenzio intorno al Def di Renzi. Da una lettura attenta emergono realtà sconfortanti che il presidente del Consiglio nasconde agli italiani. L’Italia supera i parametri previsti dalla Commissione europea in termini di deficit strutturale. E questo non solo per il 2014 (-0,6%, raddoppiato rispetto al -0,3% contenuto nella Nota di aggiornamento al Def 2013 dello scorso settembre), ma anche per il 2015».

Oggi la definizio delle liste
La settimana per l’ex capo del governo si presenta comunque densa di appuntamenti, uno su tutti, l’attesa della sentenza dei giudici di Milano. Oggi scattano infatti i cinque giorni dall’udienza anche se i magistrati hanno fino a 15 giorni di tempo prima di rendere note le loro decisioni. Il rischio che i tempi si allunghino ha portato il Cavaliere a rivedere i suoi piani. Stop al silenzio forzato con la decisione di tenere giovedì una conferenza stampa nella sede del partito per presentare tutti i candidati ed il programma per le elezioni europee. L’obiettivo è quello far sentire la sua presenza in campagna elettorale cercando di mettere un freno ai sondaggi che danno i consensi ad Fi in caduta libera. Un incontro con la stampa che almeno nelle intenzioni sarà monotematico e cioè intenzione del Cavaliere (come gli hanno anche ribadito i suoi legali) è evitare di parlare della magistratura.
Le liste, come si diceva, saranno chiuse oggi in un pranzo a palazzo Grazioli con lo stato maggiore azzurro. Poche le novità. I capolista sono ormai quelli noti (Toti al Nordovest, Tajani al Centro, Fitto al Sud, Gardini al Nordest e con ogni probabilità Micciché per le Isole), tra le questioni da affrontare ci sarebbe poi quella di Claudio Scajola. Il tempo a disposizione per sciogliere gli ultimi nodi è comunque poco visto che entro domani le liste vanno ufficialmente presentate.