Berlusconi non digerisce il Fitto misto

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

di Lapo Mazzei

Ma quante anime ci sono davvero all’interno di Forza Italia? E, soprattutto, Silvio Berlusconi ha ancora bisogno di questo partito, dato che ambisce ad essere fondamentale nel determinare il dopo Napolitano? Domande tutt’altro che retoriche stando ai fatti delle ultime ore e che il comitato di presidenza del movimento azzurro, convocato per oggi, dovrebbe contribuire a sciogliere. Dovrebbe, perché arrivati a questo punto della recita la sensazione è che il Cavaliere disponga di un copione da seguire, che parte dal patto del Nazareno e finisce con la partita del Quirinale per la scelta del nuovo capo dello Stato, mentre il partito si trova a recitare a soggetto, con tante voci sul palco ma poche idee da proporre, dato che il braccio di ferro sulla legge elettorale serve solo a Matteo Renzi. Con la storia del premio di maggioranza e il balletto sulle soglie il premier ha messo in mora il partito di Berlusconi, ormai diviso in fazioni contrapposte fra loro.

IL PIANO DI MATTEO
Non a caso Matteo punta a far implodere Forza Italia. Il problema è capire cosa farann ora gli azzurri, e quale corrente prenderà il sopravvento. Raffaele Fitto, che guida l’ala movimentista e innovatrice del partito, prova ad essere realista, in attesa degli eventi. “Prima si discute a casa, poi si risponde a interlocutori. Bene Comitato di Presidenza Forza Italia domani (oggi ndr) lo avevamo chiesto, ha scritto ieri su Twitter l’europarlamentare azzurro. La strategia è chiara: prima si regolano i conti e ci si conta guardandosi in faccia, poi si agisce.

FORZA ITALIA ALLO SBANDO
Diversa, invece, la chiave di lettura di Maurizio Gasparri che prova a caricare l’appuntamento di oggi di un significato salvifico. “Rilancio dell’iniziativa politica, opposizione decisa a una manovra economica sbagliata”, afferma l’esponente azzurro, ribadendo i concetti esternati in varie interviste, “unità interna con un confronto leale ma soprattutto teso ad una presenza costante tra cittadini. Questo mi auguro sia l’esito delle imminenti riunioni indette da Berlusconi, a cui tutti dobbiamo sostegno ma anche sincerità. Senza conformismi ma senza correntismi. L’agenda non la dettano Renzi o Salvini, ma Berlusconi e Forza Italia”. Al di là del proclami e della chiamata alle armi rivolta ai militanti, ammesso che esistano ancora, il dato caratterizzante della linea intrapresa da Gasparri – “di opposizione e di governo” – è l’ultimo passaggio del suo ragionamento: “L’agenda non la detta Renzi, o Salvini”. Giusto, ma Berlusconi è d’accordo o no? Silvio, ovviamente, ieri non ha parlato e solo oggi dirà la sua. Ma è del tutto evidente che presti più attenzione alle mosse di Renzi che alle dinamiche interne al partito. Al quale, con tutta probabilità, oggi chiederà unità d’intenti e la massima adesione alla sua linea politica. Che non è certo di rottura. Ormai la vera ragione sociale del partito non è più Forza Italia, ma forza Nazareno. In tutte le sue declinazioni…