Bianchi dà i numeri sulla Dad. “Il 93,4% delle classi è in presenza”. Per il ministro chiudere le scuole avrebbe lasciato a casa 6,5 milioni di alunni

Dad Bianchi
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“Con il Ministero monitoriamo con continuità la scuola tramite il sistema Sidi che raggiunge tutte le scuole. In tempo pressoché reale abbiamo gli allievi in presenza e il numero di allievi non presenti, il numero di coloro che seguono a distanza. Alle ore 12 di oggi abbiamo una fotografia in grado di dare copertura dell’80,2% su oltre 374mila classi. Il 93,4% delle classi è in presenza di cui 13,1% con attività integrata per singoli studenti a distanza, le classi totalmente a distanza sono il 6,6%. In termini di studenti: in presenza è l’88,4%”. È quanto ha detto il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, durante l’audizione a Commissione Cultura in merito al numero di studenti attualmente in Dad (leggi l’articolo).

“Per l’infanzia i numeri di alunni positivi o in quarantena sono il 9% – ha aggiunto il ministro -, per converso quelli in presenza sono il 91, per la primaria il 10,9% e per la secondaria di primo e secondo grado, alunni in Dad o in didattica integrata sono il 12,5%. Questi sono i numeri di oggi alle 12. Il personale sospeso perché inadempiente con la vaccinazione è lo 0,9%”.

“Non sono qui a dirvi che non vi siano problemi – ha detto ancora Bianchi -, non vi è dubbio che vi siano molti e molteplici problemi differenziati e neanche Regione per Regione ma scuola per scuola, dipende da dove la pandemia ha colto modalità, ma vi sto dicendo che l’intervento realizzato con alcune regole, anche migliorabili, ha permesso di riportare a noi l’assunzione di responsabilità presa dal Governo di fronte alle Camere il 13 febbraio scorso, ma ha permesso anche alle amministrazioni regionali un controllo minuto e puntuale delle situazioni rifiutando generalizzazioni. Se avessimo ceduto a un’idea di chiusura avrebbe portato a casa sostanzialmente 7-6,5 milioni d bambini e ragazzi. La situazione non è passata, deve ancora essere vinta ma con chiarezza dei dati”.

“Stiamo lavorando per una scuola in presenza e dare seguito all’impegno che il Presidente Draghi ha preso ad aprile. La scuola è comunità – ha detto ancora il ministro Bianchi -, vi può essere attività con strumenti digitali ma all’interno di una visione di insieme. Abbiamo sempre dato priorità a una scuola che fosse in grado di garantire una presenza a vantaggio delle famiglie e della comunità. La digitalizzazione della scuola non è in opposizione alla scuola in presenza, ma è un’integrazione. Una didattica che sia sempre più inclusiva. Per noi la scuola è stabilità sociale”.

Leggi anche: Metà degli studenti in Dad. La riapertura delle scuole presenta il conto. I presidi contro il ministro: una gestione disastrosa. Bianchi smentisce i numeri, ma non dà quelli ufficiali.