Blocco dei licenziamenti. Orlando per ora prende tempo. Prime intese sulla riforma degli ammortizzatori sociali. Ma le imprese insistono sugli esuberi selettivi

Sostegni Orlando
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

La risposta sul blocco dei licenziamenti a fine marzo non c’è ancora, ma ieri il neoministro del Lavoro, Andrea Orlando, proseguendo i suoi incontri con le parti sociali, ha garantito il massimo ascolto alle richieste delle imprese. Dopo il primo tavolo di domenica con Cgil, Cisl e Uil, ora agli altri sindacati e le associazioni datoriali annuncia entro due settimane un documento “con un impianto di riforma” sul tema degli ammortizzatori sociali e un’agenda di priorità, tra le quali il sostegno all’occupazione, a partire da donne e giovani. In attesa del discorso programmatico del nuovo premier Mario Draghi non ci si è spinti più in avanti, ma i fronti sono ben distinti.

Da una parte c’è chi chiede una proroga solo selettiva – come sostiene Confindustria – del blocco dei licenziamenti, oltre il 31 marzo, e della cig Covid, gratuita per le imprese, durante tutta la fase di emergenza. E dall’altra i sindacati, che rivendicano la proroga del blocco dei licenziamenti per tutti finché dura l’emergenza, realizzando nel frattempo la riforma degli ammortizzatori sociali. Dove non ci sono condizioni di sospensione per legge, ma riduzione di attività dovute al mercato, dobbiamo consentire alle aziende di potersi riposizionare per far ripartire il mercato del lavoro, ha detto il vicepresidente di Confindustria con delega per il lavoro e le relazioni industriali, Maurizio Stirpe.

Confcommercio ha rimarcato la situazione “drammatica” del sistema produttivo con quasi mezzo milione tra imprese (305mila) e lavoratori autonomi (circa 200mila) a rischio e la necessità di prorogare la cassa Covid “senza costi, soprattutto se in parallelo viene prevista un’ulteriore proroga del blocco licenziamenti”. Il presidente della Cna, la maggiore Confederazione nazionale dell’Artigianato, Daniele Vaccarino, ha insistito affinché l’eventuale prosecuzione del blocco dei licenziamenti sia accompagnato da ulteriori settimane di integrazione salariale e dallo stanziamento delle relative risorse.

Per Vaccarino occorre anche modificare l’inammissibile disparità di trattamento prevista dall’ultima legge di bilancio per le imprese che fanno ricorso al Fondo di solidarietà Bilaterale dell’Artigianato. Sulle politiche attive del lavoro, inoltre, “è necessario investire sui centri per l’impiego e valorizzare il ruolo che le Agenzie per il lavoro hanno svolto e possono continuare a svolgere – ha detto – specialmente quelle costituite all’interno delle associazioni di rappresentanza delle imprese”.