Bollette gas, aiuti di Stato contro i rincari: i 5Stelle propongono di usare le risorse in eccesso da copertura oneri di sistema

Bollette gas, aiuti di Stato
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Bollette gas, aiuti di Stato: il governo Draghi ha previsto una serie di interventi e bonus per poter rispondere ai rincari dei prezzi per la luce e gas. Addirittura. c’è stato anche un provvedimento che allarga la platea dei beneficiari che possono usufruire degli sconti in bolletta ma intanto arriva la proposta del Movimento 5Stelle.

Bollette gas, aiuti di Stato contro i rincari

Il governo Draghi ha previsto degli interventi e aiuti per le famigli italiane con il cosiddetto Bonus Sociale. Per quanto riguarda il Bonus Luce, i requisiti sono legati al numero di componenti del nucleo familiare. I requisiti per ricevere il bonus gas si basano sulla base di più parametri: alla composizione del nucleo familiare si affianca la zona climatica d’appartenenza e l’utilizzo effettuato.

Per una famiglia tipo, con il Bonus sociale luce e gas nel 2022, si andrebbe a risparmiare 400 euro all’anno sulla luce ed oltre 400 euro all’anno sul gas. Complessivamente, quindi, il risparmio supererà gli 800 euro.

La proposta del Movimento 5Stelle

A seguito della proposta del Bonus Sociale sulle bollette luce e gas, arriva anche la proposta del Movimento 5Stelle. Sulla questione è intervenuto Davide Crippa, capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera. “La lotta al caro bollette non è finita e nei prossimi mesi dovremo continuare a sostenere l’economia italiana con nuovi aiuti. L’eccezionalità della situazione impone l’utilizzo di un sistema di sostegni efficiente e che sia in grado di non sprecare neppure un euro. In questo contesto è importante verificare e quantificare l’importo derivante dalle misure già adottate contro i rincari che hanno generato riserve superiori a quelle necessarie a coprire il costo degli oneri generali di sistema. Quel tesoretto va rendicontato e utilizzato per sostenere famiglie e imprese”. 

L’intervento di Crippa è molto dettagliato: “Gli interventi adottati fino ad ora hanno annullato gli oneri di sistema e va tenuto conto – prosegue – che l’aumento dei prezzi di mercato ha comportato una corrispondente riduzione del fabbisogno dell’onere Asos (oneri per il finanziamento alle rinnovabili). Aggiungiamo che una parte degli incentivi alle rinnovabili si riduce se si alza il Pun (prezzo di riferimento dell’energia elettrica rilevato sulla borsa elettrica). Intanto sono già stati stanziati 6 miliardi di euro per l’azzeramento degli oneri generali nei primi due trimestri del 2022, tali fondi sono stati trasferiti sui conti della Csea. A questo punto, visti gli elevati incrementi di prezzo registrati nell’ultimo periodo sui mercati dell’energia, è ragionevole ipotizzare che il fabbisogno economico per azzerare tali oneri sia notevolmente diminuito”.

Infine, i particolari della proposta: “Nel dettaglio un aumento dei prezzi stimati nel 2022 di 50 €/MWh ha comportato una riduzione di circa 2,4 miliardi nella stima del fabbisogno per gli oneri del 2022. Dato che lo Stato ha erogato 6 miliardi è ipotizzabile che ci siano risorse disponibili non utilizzate di circa 800 milioni. Un aumento dei prezzi reali nel primo trimestre 2022 di circa 75 €/MWh dovrebbe aver ridotto di ulteriori 2,5 miliardi il fabbisogno per gli oneri stimato sul 2022, e quindi di circa 1,2 miliardi nei primi due trimestri dell’anno in corso. Possiamo quindi ipotizzare un avanzo di risorse incassate dalla Csea e non utilizzate di almeno di 2 miliardi per i primi due trimestri del 2022”, conclude.