Usare i fondi inutilizzati del Pnrr per finanziare la sospensione del pagamento del bollo auto potrebbe essere una strada non praticabile. Il rischio è che lo stop annunciato dal governo Meloni al bollo per alcune auto e per i motocicli debba essere introdotto attraverso altre risorse, che al momento è tutt’altro che semplice trovare. La Commissione europea, infatti, valuterà questa misura – dal costo attualmente stimato in 2,3 miliardi – alla luce della relazione italiana 2026 e delle Raccomandazioni specifiche per Paese nel contesto del prossimo Semestre europeo, come spiegato da una portavoce dell’esecutivo comunitario.
Bollo auto, perché potrebbe saltare la sospensione
Il punto che potrebbe anche rivelarsi critico riguarda il finanziamento della misura, perché una parte dei 2,3 miliardi corrisponde ai fondi del Pnrr “non usati in virtù dei risparmi fatti” su alcuni progetti, come ha spiegato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Questi risparmi, secondo Giorgetti, “non potevano poi essere collocati perché è scaduto il termine per poterli ricollocare” e siccome “non sono risorse europee, sono soldi nazionali” trattandosi di prestiti, allora “il governo e soprattutto il Parlamento ne dispone come meglio pare”.
Il ragionamento di Giorgetti potrebbe però essere contestato da Bruxelles: la Commissione valuterà infatti la misura e il suo finanziamento. “Per quanto riguarda le risorse inutilizzate del Pnrr – spiega un portavoce della Commissione – è importante ricordare che il Pnrr è uno strumento basato sui risultati, in base al quale i pagamenti agli Stati membri vengono effettuati in funzione dei risultati raggiunti”.