Bomba di Société Générale. Anche un banchiere renziano scommette sulla caduta del Governo

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Ma quel banchiere renziano, peraltro tra i pochi a presiedere un istituto di credito estero, lo sa che la sua stessa banca ha letteralmente demolito l’Italia? E in un corposo report ha preconizzato la vittoria del “no” al referendum costituzionale, con conseguente caduta del presidente del consiglio e corollario di instabilità politica? Vai a sapere. Di sicuro il caso è come minimo curioso, soprattutto perché il nome del banchiere di cui parliamo sta proprio in queste ore riuscendo fuori come possibile candidato alla presidenza di Mps insieme a Vittorio Grilli, carica lasciata scoperta dalle dimissioni di Massimo Tononi. Protagonista (suo malgrado?) di questa vicenda è Lorenzo Bini Smaghi, fiorentino, renziano, presidente di Italgas, di ChiantiBanca ma soprattutto di Société Générale.

IL DETTAGLIO – Ebbene, proprio la banca francese ieri ha sfornato un corposo report sul Belpaese dall’eloquente titolo “il referendum italiano sta per aprire un periodo di instabilità politica”. Sin dalle premesse il testo ci va giù duro, arrivando addirittura a prevedere “un 55% di possibilità che il referendum fallisca”. Da qui tutta una serie di conseguenze. “Nel breve termine”, scrivono gli analisti dell’istituto transalpino, “l’Italia entrerebbe in una nuova fase di instabilità e di assenza di azione politica dopo le dimissioni di Renzi”. Nel medio termine, in ogni caso, “formare un governo e varare una qualsiasi riforma controversa sarebbe rischioso”. In particolare, prosegue il report sempre nelle sue premesse, “anche se il Movimento 5 stelle vincesse le elezioni nel 2018, dovrebbe effettuare una completa inversione di marcia e formare alleanze in Senato”. E questo “non soltanto esacerberebbe dissensi all’interno dello stesso Movimento, ma limiterebbe la sua capacità di governo e incrementerebbe i rischi di nuove elezioni”. Dopodiché, tutte queste posizioni nel resto del report vengono approfondite, con tanto di tabelle. Ma il senso ultimo dell’analisi non cambia. Da qui la domanda: il presidente italiano di Société Générale era a conoscenza delle ruvide diagnosi della banca francese? In realtà Bini Smaghi, in queste ore particolarmente impegnato sul fronte italiano, può anche non averne avuto notizia. Ma resta il fatto curioso che la banca presieduta da un renzianissimo banchiere di fatto prevede come imminente una crisi per lo stesso Renzi. Magari questo potrà creare qualche imbarazzo a Bini Smaghi, da sempre alla ricerca di un posto di primissimo piano in Italia.

I TENTATIVI – Più di una volta, per esempio, in passato si è parlato del suo profilo per il disastrato Monte dei Paschi di Siena. Ma la sua candidatura alla fine è sempre saltata. Adesso però, in conseguenza di una delle tante crisi che sta investendo l’istituto di credito senese, con le dimissioni di quello che fino a poco tempo fa ne era il presidente, secondo qualche osservatore la chance-ambizioni di Bini Smaghi potrebbero riproporsi per la presidenza della banca. Un fatto è certo: più ci si avvicina al referendum più l’Italia diventa osservato speciale. Con una selva di report che spesso e volentieri ne delineano un futuro non proprio roseo. Balletto a suo modo inquietante, che rimanda direttamente ai molteplici interessi esteri nel Belpaese.

Twitter: @SSansonetti

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di Gaetano Pedullà

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