Bombe giudiziarie contro Berlusconi. Il Cavaliere a giudizio per il Ruby ter: avrebbe dato 10 milioni alle olgettine per mentire al processo

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Si profila un nuovo processo per Silvio Berlusconi sul caso Ruby e, nel dettaglio, sul caso Ruby ter. Quello disposto dal gup Carlo Ottone De Marchi è infatti per l’ex premier, il secondo giudizio scaturito dalle rivelazioni della giovane marocchina Karima El Marough alias Ruby dopo che nel primo era stato assolto nel marzo del 2015 in via definitiva dalle accuse di concussione e prostituzione minorile.

Ora gli viene contestato di avere versato circa 10 milioni di euro, oltre a regali di grande valore, a una ventina di testimoni che, dopo avere partecipato alla feste ad Arcore, erano chiamati a dire la verità davanti ai giudici. Alla sola Ruby, che nel 2010 trascorse tre serate a Villa San Martino, sarebbero andati circa 7 milioni di euro per “negare falsamente che aveva avuto rapporti sessuali con Berlusconi” tra contanti e soldi usati dalla ragazza per aprire attività all’estero, come un ristorante in Messico.

Già il 29 aprile del 2015 i pm Luca Gaglio e Tiziana Siciliano avevano chiesto di mandare a processo l’ex Cavaliere e gli altri 22 indagati, ma poi la posizione di Berlusconi era stata separata per il legittimo impedimento legato ai problemi cardiaci. Su richiesta delle difese, il gup Marchiondelli aveva poi spacchettato il procedimento stralciando e trasmettendo gli atti relativi a sette posizioni in altre sei diverse procure sparse per la Italia in base alla competenza territoriale.

E per Berlusconi potrebbe aprirsi un quarto capitolo nel nome di Ruby, dopo che nei giorni scorsi si è venuto a sapere di altri presunti pagamenti illeciti ed è stato di nuovo indagato per corruzione in atti giudiziari.

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di Gaetano Pedullà

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