Bonafede firma il decreto per ampliare le piante organiche della magistratura. In arrivo 600 giudici. E’ il più consistente aumento degli ultimi vent’anni

dalla Redazione
Politica

Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha firmato il decreto che ridetermina e amplia le piante organiche degli uffici giudiziari di merito, in attuazione dell’incremento complessivo di 600 unità del personale della magistratura ordinaria previsto dalla Legge di Bilancio per il 2019. “Si tratta – riferisce via Arenula – del più consistente aumento della dotazione organica realizzato negli ultimi vent’anni. L’intervento, che si inserisce nel più generale sforzo di potenziamento delle politiche assunzionali del Ministero, mira a migliorare l’efficienza del servizio giustizia, in vista di una riduzione dei tempi con cui viene assicurata ai cittadini la risposta giurisdizionale”.

Delle 600 unità aggiuntive previste complessivamente, 70 sono già state assegnate alla magistratura di legittimità con l’incremento delle piante organiche della Corte di cassazione e della relativa Procura generale disposto dal decreto firmato dal Guardasigilli il 17 aprile dello scorso anno. Delle 530 destinate, invece, agli uffici di merito, ne verranno distribuite complessivamente 422. “Le ulteriori unità – spiega ancora il ministero della Giustizia – verranno utilizzate per formare una task force flessibile, un contingente di magistrati da assegnare ai vari uffici giudiziari per affrontare situazioni straordinarie o contingenze specifiche (calamità naturali, eventi improvvisi)”.

L’intervento di ampliamento delle piante organiche degli uffici giudiziari di merito prevede, per tipologia di uffici, la seguente ripartizione: 245 unità per Tribunali e Procure, 129 per le Corti d’Appello e Procure generali, 25 per i Tribunali e Procure dei Minori, 21 per la Sorveglianza e 2 per la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo. “Per realizzare la ripartizione tra i vari uffici – spiegano ancora da via Arenula – e i diversi territori sono stati seguiti indicatori quantitativi (organici, carichi pendenti, durata dei procedimenti) e criteri di natura qualitativa come l’indice di criminalità organizzata e la concentrazione delle imprese. Il progetto di riorganizzazione ha assegnato particolare attenzione al secondo grado, alle sedi distrettuali e metropolitane e agli uffici minorili e di sorveglianza (che per la prima volta beneficiano di un incremento così consistente)”.