Bonanni, il sindacalista ricoperto d’oro

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dalla Redazione

Una poltrona lautamente pagata quella di Raffaele Bonanni alla Cisl. L’ex segretario del sindacato, da quando si è insediato al vertice di via Po, ha visto aumentare vertiginosamente il proprio stipendio. A rivelare i lauti compensi di Bonanni c’ha pensato Il Fatto quotidiano. Bonanni, oltre a percepire una pensione da nababbo (8.593 euro lordi al mese), dal 2006 avrebbe beneficiato di incrementi salari notevoli. Dai 118.186 euro del 2006 fino ai 336mila euro di pochi mesi fa. Insomma, non c’è che dire, per un sindacalista davvero uno stipendio d’oro.

Dalla ricostruzione effettuata dal Fatto il sindacalista prima di diventare segretario generale della Cisl da segretario confederale guadagnava meno di 80mila euro lordi all’anno. Il suo stipendio, stando alle regole del sindacato, doveva essere incrementato del 30%: intorno ai 100mila euro. Nel 2006, la Cisl dichiara all’Inps una retribuzione lorda, ai fini contributivi, di 118.186 euro. Nel 2007 171.652 euro lordi annui. Che aumenta ancora nel 2008: 201.681 annui. Gli incrementi retributivi di Bonanni sono stati del 45% e poi del 17%. Una progressione inarrestabile: nel 2009, la retribuzione è di 255.579 (+26%), nel 2010 sale “di poco” a 267.436 (+4%) mentre nel 2011 schizza a 336.260 con un aumento del 25%”.

“Bonanni ha chiuso alla Cisl con uno stipendio di 366mila € e con questo trucco ora e’ un altro pensionato d’oro. Alla faccia dei lavoratori”, a scriverlo su Twitter il presidente di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, Giorgia Meloni.

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