Bonus 2022, quanti e quali sono i bonus attivati dallo Stato?

Bonus 2022, quali sono e quanto costano allo Stato le misure approvate dal Governo? Tutti i dettagli sulle agevolazioni.

Bonus 2022, quali sono e quanto costano alle casse dello Stato le misure approvate dal Governo? Tutti i dettagli sulle agevolazioni attualmente attive per i cittadini italiani.

Bonus 2022, quanti e quali sono i bonus attivati dallo Stato?

Bonus 2022, quanti e quali sono i bonus attivati dallo Stato?

Per quanto riguarda il 2022, sono circa 40 le agevolazioni che gli ultimi due esecutivi hanno previsto per i cittadini italiani e che risultano essere attualmente attive. I bonus sono stati introdotti per far fronte ai disagi economici che si configurano come una conseguenza della pandemia Covid, prima, e della guerra in Ucraina, poi.

In totale, i bonus erogati dallo Stato italiano hanno un valore complessivo di 112,7 miliardi di euro, sulla base dei calcoli effettuati dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre. La Cgia, inoltre, ha sottolineato che le agevolazioni finanziate a livello statale sono state introdotte nel corso degli ultimi due anni per supportare economicamente comparti produttivi, lavora tori dipendenti e autonomi e famiglie per tutelare la ripresa economica del Paese.

A proposito dei bonus attivati dallo Stato, l’associazione ha rivelato che il più costoso tra quelli erogati è l’ex bonus Renzi che, nel triennio 2020-2022, detiene un costo di 28,3 miliardi di euro. In un primo momento, la misura introdotta nel 2014 prevedeva lo stanziamento di 80 euro in busta paga ma, dal 2020, il Governo Conte ha portato l’importo a 100 euro.

Bonus 2022, quelli più costosi per lo Stato solo legati all’edilizia

Tra i bonus 2022 e antecedenti più dispendiosi per le casse dello Stato, poi, figurano i bonus edilizi che, come segnalato dall’Agenzia delle Entrate e ricordato dalla Cgia, hanno avuto un costo di circa 25 miliardi di euro tra l’inizio del 2020 e la fine del 2021.

In questo contesto, si inserisce anche il Superbonus 110% che è stato introdotto per la prima volta nel mese di luglio 2020 per sollecitare la riqualificazione energetica del patrimonio abitativo. Il Superbonus 110%, in considerazione di quanto riportato dall’Enea, ha avuto un valore di 21,1 miliardi di euro.

Soltanto per i bonus edilizi, pare siano stati stanziati 46 miliardi di euro dei circa 113 miliardi di oneri in capo allo Stato. In relazione al biennio 2020-2021, l’importo delle cessioni del credito e degli sconti in fattura è stato pari a 13,6 miliardi per bonus facciate; a 5,5 miliardi per ecobonus; 4,9 miliardi per ristrutturazione; a 0,9 miliardi per sismabonus; a 0,01 miliardi per colonnine di ricarica.

Simili cifre sono state commentate dalla Cgia che ha dichiarato: “Bisogna accelerare il ‘decalage’ soprattutto dei bonus edilizi, e per alcuni arrivare allo stop”.

Cgia: analisi dei costi e aumento del debito pubblico

Il bonus sociale, invece, ha avuto un costo di 22 miliardi di euro, dopo essere stato attivato nella seconda metà del 2021 ed essere stato più volte esteso e prorogato per contrastare l’aumento dei costi in bolletta di luce e gas.

La Cgia, quindi, ha sottolineato: “Sarebbe ingeneroso sostenere che gran parte di questi soldi sono stati e vengono gettati al vento, contribuendo ad aumentare in misura significativa il debito pubblico che, rispetto all’avvento del Covid, è salito di oltre il 21% di Pil. Ma molti sussidi sono stati erogati anche a chi non ne aveva alcun bisogno, altri ancora sono stati introdotti solo per ‘riscuotere’ un consenso politico immediato. Tuttavia, riteniamo che sia giunto il momento di razionalizzarne la spesa”.

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