Boom di mance alla Farnesina. Il dicastero degli esteri regala 1,4 milioni. Brindano politici ed ex ministri

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Se c’è una cosa che accomuna politici e amministratori, burocrati e banchieri, è l’esterofilia. Tutti sembrano essere attratti in maniera irrefrenabile dal desiderio di promuovere la cultura italiana all’estero. Almeno questo è quello che sembra andando a scorrere i direttivi dei tanti enti che godranno, anche quest’anno, del fondo ad hoc messo in palio dal ministero degli Affari Esteri.

PREMIATI ANCHE GLI “EX”
Parliamo, per quest’anno, di complessivi 1,4 milioni di euro che andranno a rimpinguare le casse dei cosiddetti “enti internazionalistici”. A cominciare dalla Sioi (Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale) che riceverà 106 mila euro. Sarà un caso, ma presidente della Sioi è proprio l’ex ministro Franco Frattini. Così come sarà un caso che vicepresidente è un altro ex ministro come Giovanni Conso e che nel consiglio direttivo compaia anche l’ex segretario generale della Farnesina Giampiero Massolo (oggi a capo dei servizi segreti). All’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale andranno invece 117mila euro. Sarebbe interessante conoscere l’importante apporto che danno alla causa personaggi come Emma Marcegaglia o come Marco Tronchetti Provera o, ancora, come Giuseppe Vita. Tutti insieme appassionatamente nel direttivo dell’Ispi, accanto anche al numero uno di Finmeccanica Giovanni De Gennaro che, per non farsi mancare nulla, siede anche nel direttivo dell’’Iai (Istituto Affari Internazionali, 117mila euro) con, tra gli altri, l’ex ministro Fabrizio Saccomanni (anche lui nell’Ispi) e Nathalie Tocci, attuale consigliere del ministro Paolo Gentiloni (lo stesso che finanzia gli enti) e vicedirettore dell’Ispi. Insomma, gli intrecci paiono infiniti. E, in effetti, è proprio così. Per dire: Piero Fassino siede sia nel Cespi (che riceverà 42mila euro) insieme a tanti suoi compagni di partito (da Enrico Letta a Emma Bonino a Sandro Gozi), sia nell’Ipalmo di cui è vicepresidente insieme a Dario Rivolta, ex parlamentare di Forza Italia, e all’ex viceministro Michel Martone (a cui si aggiungono anche volti storici della politica italiana come il democristiano Gilberto Bonalumi e il socialista Giuseppe Scanni).

LA RETE INFINITA
Sullo scranno più alto, invece, siede un altro ex ministro, Gianni De Michelis, il cui nome però spicca anche tra i presidenti onorari dell’Aspen Institute insieme a quelli di Giuliano Amato (il quale è anche presidente del Centro Studi Americani, ente a cui andranno 12,2mila euro), Cesare Romiti e Carlo Scognamiglio (che compare anche nell’Iai e nel Cespi). Altro particolare: a capo dell’Aspen ecco un altro big, Giulio Tremonti. E nel direttivo tanti uomini di calibro della politica italiana: da Romano Prodi a Mario Monti, passando per gli ex ministri Lorenzo Ornaghi e l’onnipresente Franco Frattini. Il quale, peraltro, fino a ieri era presidente anche della Fondazione De Gasperi (20mila euro) prima che venisse sostituito da Angelino Alfano.